Dal 23 settembre 2025 all’11 gennaio 2026, Palazzo Reale a Milano ospita una grande mostra dedicata all’artista Andrea Appiani, figura centrale del Neoclassicismo italiano. Appiani era nato a Milano il 31 maggio 1754 da Maria Liverta Jugali e Antonio che era medico, e il nostro giovane Andrea era quindi destinato a seguire la carriera del padre. Ma verso i quindici anni, nel 1769-70, per manifesta vocazione venne messo alla scuola privata di Carlo Maria Giudici, pittore e scultore di vaglia, che, alla fine del suo insegnamento, lo affidò al famoso frescante Antonio De Giorgi all’Accademia ambrosiana.

Frequentò poi lo studio di M. Knoller, approfondendo la tecnica ad olio e studiò anatomia all’Ospedale maggiore con Gaetano Monti, scultore e suo intimo per tutta la vita. Appiani divenne il pittore ufficiale dell’imperatore Napoleone e testimone raffinato di un’epoca a cavallo tra Illuminismo e Impero, Appiani fu uno degli artisti più celebrati del suo tempo, ma oggi ancora poco conosciuto dal grande pubblico. La mostra raccoglie oltre 100 opere tra dipinti, affreschi, disegni e oggetti d’arte, provenienti da importanti musei italiani e internazionali, come il Louvre e Versailles.

Un’occasione unica per riscoprire l’eleganza del suo stile, fatto di equilibrio, grazia e rigore, che ha lasciato il segno tanto nei ritratti dell’élite milanese (Parini, Foscolo, i fratelli Verri) quanto nelle celebrazioni del potere napoleonico, tra cui il celebre ritratto di Joséphine de Beauharnais. L’esposizione non si limita ai suoi dipinti più noti: racconta anche il suo ruolo di artista a tutto tondo, coinvolto nella creazione di medaglie, arredi e oggetti decorativi.

Dopo più di cinquant’anni dall’ultima retrospettiva a lui dedicata, questa mostra rappresenta un’importante occasione per restituire ad Appiani il posto che merita nella storia dell’arte italiana. In parallelo con l’esposizione a Palazzo Reale l’Archivio di Stato di Milano presenta una mostra dedicata alla vita e all’attività del “Primo pittore di corte” di Napoleone, con una selezione di documenti tratti dai depositi di Palazzo del Senato. I visitatori potranno ammirare dal vivo alcuni esemplari delle famose carte intestate, che Appiani disegnò con intento propagandistico per gli uffici burocratici a partire dagli anni dell’Armata d’Italia fino al periodo repubblicano rivoluzionario.

Altre sezioni della mostra presentano una selezione di documenti che ripercorrono i momenti salienti della sua vita, dalla fede di battesimo fino al testamento (finora inedito), passando per l’istruzione presso l’Accademia di Brera e la nomina imperiale a Primo pittore, nonché l’incarico di Commissario alle Arti Belle. In questo ruolo, le carte testimoniano il lavoro di Appiani per il censimento e la salvaguardia delle opere d’arte in seguito alla soppressione degli enti religiosi e per l’arricchimento delle collezioni delle Accademie di Milano e Bologna a scopo didattico.

Con il cambio di regime tra Repubblica e Monarchia, si assiste invece alla trasformazione dell’azione governativa da tutela a requisizione arbitraria. Infine, un’ultima sezione dedicata ad “Appiani dopo Appiani” mette in luce le difficoltà affrontate dalla famiglia dopo la morte del pittore e il rivolgimento politico della Restaurazione. L’esposizione nell’Archivio sarà visitabile gratuitamente fino all’11 gennaio 2026, dal lunedì al venerdì, dalle ore 11 alle ore 16, su prenotazione, scrivendo ad: as-mi.prenotazione@cultura.gov.it.

Di Cristiano Consolini

È specializzato in politiche spaziali, relazioni internazionali e diritto internazionale. Ha conseguito un master in Istituzioni e Politiche spaziali presso SIOI–ASI–CNR, approfondendo Space Policy, Space Economy e partenariati pubblico-privati, come vincitore di borsa ASI. È laureato magistrale in Relazioni internazionali (LUISS) e triennale in Scienze della comunicazione (LUMSA), con un percorso interdisciplinare tra diritto, geopolitica, cooperazione internazionale e comunicazione. Ha frequentato la Summer School in “Diritto Internazionale del Patrimonio Culturale” all’Università di Ginevra, ottenendo borsa di merito “excellence” dell’Università; il Corso di specializzazione sulla “Tutela europea dei diritti umani”, organizzato dall’Unione forense per la tutela dei diritti umani, con il patrocinio dei Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa. Ha maturato esperienze di ricerca, volontariato e formazione internazionale, collaborando con Geopolitica.info, la Croce Rossa Italiana e partecipando a Summer School in ambito giuridico e dei diritti umani.