Con Breve storia del clima in Italia. Dall’ultima glaciazione al riscaldamento globale, Luca Mercalli propone un’operazione tanto ambiziosa quanto necessaria: ricostruire l’evoluzione del clima italiano su una scala temporale lunga, capace di dare profondità storica al dibattito attuale sul cambiamento climatico. Il libro, pubblicato da Einaudi nella collana “Passaggi” nel 2025, è rimasto uno dei riferimenti più citati dell’anno nel campo della divulgazione climatica.
Mercalli, climatologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, parte dall’ultima glaciazione per arrivare fino all’epoca contemporanea, intrecciando dati scientifici, fonti storiche e cronache. Il clima non viene raccontato come una semplice sequenza di numeri, ma come un fattore che ha influenzato l’agricoltura, le città, le migrazioni, le crisi alimentari e perfino le vicende politiche del Paese. Gelate eccezionali, alluvioni, periodi di siccità e fasi più miti diventano elementi di una narrazione continua, documentata e comprensibile anche ai non specialisti.
Uno degli aspetti centrali del libro è il confronto tra variabilità naturale e cambiamento climatico antropogenico. Mercalli mostra come il clima sia sempre cambiato, ma sottolinea con forza che la rapidità e l’intensità del riscaldamento attuale non hanno precedenti nella storia recente. È qui che il passato diventa uno strumento critico: conoscere le trasformazioni climatiche di ieri serve a riconoscere l’anomalia di oggi.
Il libro si chiude infatti sul presente e sul futuro prossimo, mettendo in relazione l’aumento delle temperature, lo scioglimento dei ghiacciai alpini e l’incremento degli eventi estremi in Italia. Senza cedere al catastrofismo, Mercalli costruisce un quadro chiaro: il cambiamento climatico non è un fenomeno astratto o lontano, ma una realtà già in atto, misurabile e osservabile sul territorio.
Breve storia del clima in Italia si configura così come uno strumento di alfabetizzazione climatica, capace di fornire contesto, memoria e consapevolezza. In un panorama editoriale spesso dominato dall’urgenza dell’attualità, Mercalli ricorda che per capire il presente (e agire sul futuro) è indispensabile conoscere la lunga storia del clima che ci ha preceduti.

