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Nella notte tra il 26 e il 27 novembre 2025 un gruppo di ufficiali delle forze armate della Guinea-Bissau ha rovesciato il governo del presidente Umaro Sissoco Embaló, arrestando i vertici civili e annunciando la sospensione della Costituzione. I militari, riuniti in un autoproclamato Alto Comando per la Sicurezza Nazionale, hanno giustificato l’intervento con la necessità di “ristabilire l’ordine” e combattere la corruzione. Tutto questo alla vigilia dell’annuncio del risultato delle contestate elezioni presidenziali.

Diversi media internazionali hanno riferito che il colpo di Stato si è svolto senza scontri armati su larga scala, ma con un massiccio dispiegamento di truppe nella capitale Bissau e la chiusura temporanea di aeroporti e confini. Nei giorni successivi la giunta ha revocato il coprifuoco e ripristinato parzialmente le comunicazioni, nel tentativo di rassicurare la popolazione e i partner internazionali.

Si può notare come l’evento si inserisca in una più ampia sequenza di colpi di Stato che negli ultimi anni hanno colpito l’Africa occidentale e il Sahel, evidenziando la fragilità delle istituzioni democratiche e il ruolo politico persistente degli eserciti. L’Unione Africana nella giornata odierna ha “sospeso immediatamente” la Guinea-Bissau dall’Unione. Il Consiglio dell’Organizzazione ha  condannato il golpe, e chiesto un rapido ritorno all’ordine costituzionale.

La Guinea-Bissau, già segnata da decenni di instabilità politica e traffici illeciti, torna così al centro dell’attenzione internazionale, con timori per la sicurezza regionale e per il futuro dei processi democratici.

Foto: L’esercito guineano ha nominato il generale Horta N’Tam (al centro) alla guida del Paese per un anno, all’indomani della presa del potere e dell’arresto del presidente di questa nazione dell’Africa occidentale soggetta a colpi di Stato.

Di Cristiano Consolini

È specializzato in politiche spaziali, relazioni internazionali e diritto internazionale. Ha conseguito un master in Istituzioni e Politiche spaziali presso SIOI–ASI–CNR, approfondendo Space Policy, Space Economy e partenariati pubblico-privati, come vincitore di borsa ASI. È laureato magistrale in Relazioni internazionali (LUISS) e triennale in Scienze della comunicazione (LUMSA), con un percorso interdisciplinare tra diritto, geopolitica, cooperazione internazionale e comunicazione. Ha frequentato la Summer School in “Diritto Internazionale del Patrimonio Culturale” all’Università di Ginevra, ottenendo borsa di merito “excellence” dell’Università; il Corso di specializzazione sulla “Tutela europea dei diritti umani”, organizzato dall’Unione forense per la tutela dei diritti umani, con il patrocinio dei Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa. Ha maturato esperienze di ricerca, volontariato e formazione internazionale, collaborando con Geopolitica.info, la Croce Rossa Italiana e partecipando a Summer School in ambito giuridico e dei diritti umani.