Con un titolo che suona quasi paradossale: Only on Earth (Solo sulla Terra) il regista Robin Petré firma uno dei documentari ambientali più discussi del 2025, presentato in festival internazionali e selezionato in diverse rassegne, dopo la prima mondiale alla Berlinale nella sezione Generation Kplus.

Più che un semplice documentario sul cambiamento climatico, Only on Earth è un viaggio immersivo nella Galizia meridionale, una delle regioni europee più vulnerabili agli incendi boschivi durante l’estate più calda mai registrata. Attraverso immagini potenti e sequenze contemplative, il film offre uno sguardo ravvicinato sulle conseguenze reali del caldo estremo: persone, animali e paesaggi che lottano per sopravvivere in un ambiente in trasformazione.

La forza narrativa del documentario risiede nella sua capacità di intrecciare storie apparentemente semplici, come quella di un giovane cowboy, una veterinaria equina, un analista del rischio incendi e una famiglia di contadini, con l’enorme complessità dei fenomeni ambientali che osserviamo oggi. Attraverso questi punti di vista, il regista costruisce una narrazione corale sulla fragilità e resilienza delle comunità che vivono ai margini dell’emergenza climatica.

Uno degli elementi più suggestivi del film è l’uso dei cavalli selvaggi: animali che da secoli popolano le montagne galiziane e giocano un ruolo ecologico fondamentale nel controllo della vegetazione infiammabile. Il documentario non si limita alla mera denuncia degli effetti del cambiamento climatico, ma esplora questo equilibrio tra natura e uomo con rispetto e profondità, suggerendo che la coesistenza tra specie e ambiente è allo stesso tempo fragile e fondamentale.

Uscito il mese scorso, Only on Earth è stato accolto favorevolmente in diversi festival e ha ricevuto riconoscimenti per la fotografia e l’impatto visivo, testimoniando come il cinema documentario possa diventare uno strumento potente di sensibilizzazione e riflessione sul clima.

Di Cristiano Consolini

È specializzato in politiche spaziali, relazioni internazionali e diritto internazionale. Ha conseguito un master in Istituzioni e Politiche spaziali presso SIOI–ASI–CNR, approfondendo Space Policy, Space Economy e partenariati pubblico-privati, come vincitore di borsa ASI. È laureato magistrale in Relazioni internazionali (LUISS) e triennale in Scienze della comunicazione (LUMSA), con un percorso interdisciplinare tra diritto, geopolitica, cooperazione internazionale e comunicazione. Ha frequentato la Summer School in “Diritto Internazionale del Patrimonio Culturale” all’Università di Ginevra, ottenendo borsa di merito “excellence” dell’Università; il Corso di specializzazione sulla “Tutela europea dei diritti umani”, organizzato dall’Unione forense per la tutela dei diritti umani, con il patrocinio dei Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa. Ha maturato esperienze di ricerca, volontariato e formazione internazionale, collaborando con Geopolitica.info, la Croce Rossa Italiana e partecipando a Summer School in ambito giuridico e dei diritti umani.