Milano, giovedì 26 maggio 2011 – Non c’è pace a Milano nella polemica politica alla vigilia del ballottaggio per la elezione del sindaco. E la polemica non risparmia davvero nessuno. Neanche l’istituzione ritenuta la più affidabile dagli italiani: i carabinieri. Sebbene indirettamente, infatti, anche l’Arma è stata coinvolta nell’acceso dibattito. O meglio, a essere coinvolto è stato un rappresentante del Cocer, l’organo di rappresentanza sindacale dei militari, che è anche candidato per il Pdl alle amministrative. A chiamarlo in causa è stato il segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), Luca Marco Comellini, in occasione di una polemica a distanza con il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

«Ho appreso con non poca preoccupazione – ha affermato Comellini – che un militare, delegato del Cocer dell’Arma dei carabinieri, canditato nella lista del Pdl per le elezioni amministrative a Milano, lo scorso 10 maggio avrebbe inoltrato un messaggio di posta elettronica agli indirizzi istituzionali di tutti i militari dell’Arma in forza al Comando territoriale di Milano chiedendone il sostegno e il voto. Il divieto di svolgere attività di propaganda elettorale per i militari, ancorché candidati alle elezioni, non riguarda la possibilità di svolgere liberamente attività politica e di propaganda al di fuori dell’ambiente militare e in abito civile, come citato negli articoli 1483 e 1484 del Decreto legislativo 15 marzo 2010, numero 66. Ma quando questa viene fatta inoltrando messaggi direttamente agli indirizzi di posta elettronica istituzionali dei militari viene sicuramente compromessa l’estraneità delle Forze armate, e in questo caso dell’Arma dei carabinieri, alla competizione politica».

E qui Comellini chiama addirittura in causa lo stesso ministro La Russa: «Più volte con interrogazioni parlamentari a firma del deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Pdm, abbiamo chiesto al ministro della Difesa per quale motivo i militari che militano apertamente nei partiti dell’opposizione, ma nel pieno rispetto dei regolamenti, vengono regolarmente sanzionati disciplinarmente o brutalmente invitati a dimettersi, mentre i delegati del Cocer, in particolare quelli dei carabinieri, che fanno politica a favore del partito di La Russa vengono tollerati ed anzi considerati degli intoccabili. Se nelle prossime ore questa notizia dovesse trovare ulteriori conferme, credo che il Ministro della difesa dovrà dare delle spiegazioni su quanto accaduto, perché diversamente non sarebbe possibile escludere una sua diretta responsabilità nel coinvolgimento dell’Arma dei carabinieri a favore della sua parte politica».

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