E’ a Rosarno che Cgil, Cisl e Uil si sono riuniti questa mattina  per la manifestazione della Festa del 1° Maggio. “Lavoro, legalità e solidarietà” i temi principali della manifestazione, di cui hanno parlato  Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. A seguire ovviamente tanta musica, consuetudine del 1° Maggio

di Antonella Furci

Roma, 1 maggio 2010 –  Come ogni anno la tradizionale festa dei lavoratori comprende tante iniziative in tutta Italia e quest’anno i tre grandi sindacati italiani, Cgil, Cisl e Uil non potevano che scegliere, come luogo principale in cui svolgere la tradizionale manifestazione, la cittadina di Rosarno.  Centro della piana di Gioia Tauro, a gennaio scorso è stata teatro dei violenti scontri tra la popolazione locale e i braccianti immigrati africani, insorti per le condizioni di schiavitù in cui erano costretti a lavorare  negli aranceti,  tipiche piantagioni della zona. L’accaduto noto ormai come i “Fatti di Rosarno” è stato definito come una vera e propria “guerra tra poveri”. La festa del 1° Maggio, diventa quindi un’occasione per non dimenticare questi incresciosi fatti che in realtà non sono altro che espressione di una serie di problematiche ormai intrinseche nel tessuto economico, politico, sociale e culturale della regione. Per questo motivo la scelta, ovviamente, non è casuale poiché la ricorrenza della festa dei lavoratori è incentrata quest’anno oltre che sui tradizionali temi del lavoro e dello sviluppo economico, anche su quelli dell’integrazione, cogliendo l’occasione per rilanciare proprio da Rosarno il tema del lavoro in stretto collegamento con quelli della legalità e dell’accoglienza degli immigrati. Come spiegano le tre segreterie sindacali della regione, “la scelta di Rosarno come fulcro della festa del Primo Maggio  è , infatti, l’occasione, per porre all’attenzione del governo l’esigenza di destinare verso la Regione politiche e risorse necessarie per affrontare i ritardi strutturali che oggi condizionano il suo reale sviluppo, a partire da un piano strutturale per il lavoro, per le infrastrutture e per una sana crescita del sistema imprenditoriale. Inoltre, è un importante appuntamento per la nostra Regione in un momento delicato e difficile non solo dal punto di vista economico e sociale ma anche per il perdurare dei fenomeni di recrudescenza mafiosa e criminale che, nonostante il lodevole impegno di magistratura e forze dell’ordine, continuano a condizionare pesantemente le nostre comunità”.
“Lavoro, Legalità e Solidarietà” è infatti lo slogan che ha aperto il corteo che intorno alle 9:30 è partito della ex fabbrica della Rognetta, dove fino a gennaio ospitava, in condizioni disumane, gli immigrati. Alla manifestazione, con un’affluenza di circa 20mila persone, si è detto “NO” al razzismo, gridato anche da molti cittadini di Rosarno accusati dopo gli scontri di essere “razzisti”. Si è detto basta all’imperituro stato di disoccupazione che da moltissimo tempo mette in ginocchio l’intera regione e sud Italia. Il corteo poi si è concluso a piazza Valarioti, la piazza principale del paese dove nel giugno dell’80 è stato ucciso, dopo la vittoria del Pci alle elezioni, Giuseppe Valarioti segretario della sezione di Rosarno. Qui hanno tenuto i loro comizi i tre segretari generali Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, seguiti dalle testimonianze di un lavoratore del vicino Porto di Gioia Tauro, di una ragazza extracomunitaria laureatasi in Italia, di un giovane disoccupato e del rappresentante dei sindaci della Piana. Durante il suo intervento, il leader della Cgil Epifani, ha detto di temere una ripresa “senza occupazione”. “In Italia – ha aggiunto – ci sono tante Rosarno, non solo nel Sud ma anche al nord”. Il segretario della Cisl Bonanni, invece, ha sollecitato un bonus alle imprese per assumere giovani, donne e ultracinquantenni. Mentre Angeletti, segretario della Uil, si è soffermato sull’importanza della riforma del fisco e il taglio dei costi della politica. Ma non è Primo Maggio se non si festeggia a suon di musica, simbolo il tradizionale concerto di Piazza San Giovanni a Roma, che vede ogni anno susseguirsi sul palco grandi artisti italiani e internazionali. Anche a Rosarno si è festeggiato con la musica: musica per abbattere le barriere, musica come integrazione e solidarietà. Perciò dopo i comizi della mattina, nel pomeriggio si sono alternati sul palco artisti del calibro di Eugenio Bennato, Bachir Gareche, Baba Sissoko, Kalavria, Quartaumentata, Mattanza, Mimmo Cavallaro, Cataldo Perri, Nino Forestieri, Giovanni Block, Roberta Cartisano, Nino Quaranta, con l’apertura di una band di musicisti di Rosarno, i Savant.

Di a.furci

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