Il Vaticano invoca il perdono di Dio per i responsabili, i politici italiani sono rammaricati, l’Italia è ancora una volta divisa

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Roma, mercoledì 11 febbraio 2009 – Negli ultimi giorni, il mondo e l’Italia in specie si sono raccolti attorno al caso umano di Eluana Englaro. Dopo 17 anni di stato vegetativo persistente, l’equipe di medici, paramedici, volontari ed esterni della Quiete di Udine le ha attuato, per soli tre giorni, il protocollo di progressiva riduzione dell’alimentazione e idratazione, fino a ieri, lunedì 09 febbraio, quando alle ore 19:35 Eluana si è spenta. Il consiglio dei ministri, dopo aver tentato la strada del decreto legge per impedire la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione dei pazienti, decreto che il Presidente della Repubblica ha rifiutato di firmare, aveva approvato un disegno di legge di uguale contenuto, di cui il senato stava discutendo ieri quando è arrivata la triste notizia. Fischi dell’opposizione e grida di "assassini" dalla maggioranza. L’ultima settimana ha visto acutizzarsi lo scontro istituzionale, lo scontro con il Vaticano che, contento per l’operato del Governo, aveva invece mostrato delusione per il rifiuto di Napolitano. Primo commento del ministro della salute del Vaticano è stato: "Che il Signore accolga Eluana e perdoni chi l’ha portata a questo punto. Se l’intervento umano si fosse rivelato decisivo per la sua morte, continuerei a ritenerlo un delitto".

Il Presidente Napolitano, nel corso dell’odierna commemorazione delle vittime delle foibe per il Giorno del Ricordo, ha detto: "Questa cerimonia cade in un momento di dolore e turbamento nazionale, momento che può diventare l’occasione sensibile e consapevole per una riflessione comune". Il presidente della Cei, cardinale Bagnasco, ha affermato: "Un grande dolore per questa morte e un grande sconcerto per la situazione generale. Questi sono i giorni della preghiera e della meditazione; resta la realtà dell’eutanasia. Che il Signore illumini tutti quanti". Il presidente Cei ha ribadito la necessità di una legge giusta sul fine vita, "per il bene della nostra civiltà e della nostra società che è profondamente umanistica". Si è, infatti, ripresa la discussione sul testamento biologico, stemperando le polemiche con cui era stata accolta la notizia della morte di Eluana. Proprio lo scorso 1 febbraio si è celebrata la 31° giornata nazionale per la vita, che ha avuto come tema "La forza della vita nella sofferenza". Benedetto XVI ha riaffermato con vigore "l’assoluta e suprema dignità di ogni vita umana, anche quando è debole e avvolta nel mistero della sofferenza"; lo ha detto nel messaggio per la XVII Giornata Mondiale del Malato, in programma per mercoledì 11 febbraio. Ratzinger ha aggiunto: "Non muta, con il trascorrere dei tempi, l’insegnamento che la Chiesa incessantemente proclama: la vita umana è bella e va vissuta in pienezza".

Sotto la finestra di Eluana a Udine hanno manifestato in numerosi. Giornate piene che ora cedono il posto al silenzio e alla preghiera. E’ stata una corsa contro il tempo, che ha reso impotenti i politici che volevano salvare Eluana e ha diviso nuovamente l’Italia: si è parlato di "tentativo di eversione dell’ordinamento costituzionale messo in campo dal premier", di "pressione del Vaticano" che deve uscire dalle questioni statali, di accuse al Capo dello Stato, responsabile di una firma omessa. Nel frattempo erano state raccolte innumerevoli firme per l’appello lanciato da personalità cattoliche e laiche al Presidente della Repubblica per risparmiare la vita di Eluana. Un’Italia in conflitto: schieramenti pro Napolitano e pro Governo, pro Vaticano e pro Beppino Englaro, il padre di Eluana che da tempo voleva porre fine allo strazio. Per l’80° anniversario della firma dei Patti Lateranensi, domani, il Partito Socialista aveva manifestato intenzione di protestare in Piazza San Pietro per le intromissioni dello Stato Vaticano nella politica italiana. Domenica scorsa all’Angelus il Papa ha detto: "La malattia fa parte dell’esperienza umana anche se spesso ad essa non riusciamo ad abituarci perché siamo stati fatti da Dio per la vita". Benedetto XVI aveva esortato a pregare "per tutti i malati, specialmente per quelli più gravi che non possono in alcun modo provvedere a se stessi, ma sono totalmente dipendenti dalle cure altrui". Ha poi concluso: "Solo la riconcializione con Dio può donarci la vera guarigione". Non ci sarà un funerale per Eluana, ma solo una benedizione.

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