Intervista al Direttore artistico del Roma Indipendent Film Festival, al via giovedì 19 marzo al Nuovo Cinema Aquila. In calendario lungometraggi, documentari e cortometraggi provenienti da tutto il mondo

di Daria Ronzolani
redazione@lacittametropolitana.it

“Cercare di scoprire nuovi talenti e promuovere il cinema che non ha la possibilità di uscire nel circuito delle grandi sale”. Questa la mission del Riff, ha spiegato Fabrizio Ferrari, direttore artistico del Roma Indipendent Film Festival, durante la conferenza stampa di presentazione dell’VIII edizione che si è tenuta lo scorso 16 marzo al Nuovo Cinema Aquila. La rassegna si terrà dal 19 al 27 marzo nei locali del cinema capitolino, con molte anteprime europee e mondiali. Il Riff nel tempo si è conquistato il primo posto tra i Festival del cinema indipendente e anche quest’anno si avvale del sostegno dell’Assessorato alla Cultura e della Comunicazione del Comune di Roma e il contributo del Ministero Beni Culturali e Attività Culturali (Direzione Generale Cinema) e dell’Assessorato alle Politiche Culturali della Regione Lazio. Data l’importanza dell’evento la nostra redazione, che ha già presentato il festival qualche giorno fa, ha intervistato Fabrizio Ferrari, direttore artistico e ideatore della kermesse capitolina.

Nell’edizione 2007 è stato il film Punk love di Nick Lyon ad aggiudicarsi il Riff Award, nel 2008 è stata la volta di The Class di Imar Raag, c’è speranza di vittoria per il cinema indipendente italiano nel 2009?
Abbiamo appositamente realizzato una nuova sezione, dedicata al lungometraggio italiano, quindi abbiano due sezioni quest’anno: una internazionale e una italiana per voler dare risalto e magari un premio al cinema italiano. Il film di chiusura sarà Valzer di Salvatore Maira e il film di apertura sarà straniero, ma a seguire ci sarà un film italiano. Questa sarà una edizione italianissima.

Nei primi anni della fondazione Riff lei è stato anche il Markering Manager del Riff, quanto contano gli sponsor in un evento del genere?
Gli sponsor sono tutto, ma anche il pubblico è importante. Sopratutto il pubblico che per vedere tutte le opere presentate al Festival paga il biglietto di tre euro. Quest’anno avevo pensato di mettere a disposizioni i singoli incassi ai film-makers ma non ci siamo riusciti. Sarà per la prossima edizione.

Per la preparazione di un Festival di questa portata quanto contano i tuoi collaboratori?
Ogni anno c’è un gruppo di lavoro diverso, tranne le cinque e sei persone con le quali lavoro da anni, ma tutti si dedicano con passione e con molto impegno.

Da segnalare, che il calendario di lungometraggi, documentari e cortometraggi annovera pellicole provenienti da tutto il mondo fra cui opere prime del cinema italiano ed internazionale non ancora distribuite in sala. Tra i lungometraggi italiani in concorso spiccano titoli come Sleeping Around di Marco Carniti con Anna Galiena; Tutto intorno a Linda di Barbara e Monica Sgambellone; Miss Julie di Michael Margotta; Appuntamento a ora insolita di Stefano Coletta (che aprirà la programmazione del festival per i film italiani) e Narciso di Marcello e Dario Baldi con Roberto Herlinska. Selezione di alta qualità anche per i lungometraggi stranieri, fra i quali ricordiamo Hunger di Steve McQueen, vincitore della Camera d’Or a Cannes per la Miglior Opera Prima; Be calm & count to 7 di Ramtin Lavafipour, vincitore del Festival di Rotterdam 2009, e Sing for Darfur di Joan Kramer, applauditissimo al Tokyo International Film Festival, che inaugura il Festival come film straniero nella "Opening Night" di venerdì 20 marzo. Ampia la gamma dei temi sociali toccati con storie ed immagini provenienti da ogni parte del mondo: Palestina, India, Cina, Ecuador, Cambogia, Mauritania, Cuba. Previsti, nel corso del festival, workshop e seminari su temi di attualità, legati alla produzione cinematografica e un Forum Europeo con produttori aderenti al progetto "Producer on Move". Info, orari e costi sul sito: www.riff.it. La redazione vi augura buona visione.

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