L’estate della Grande Mela quest’anno parla anche italiano. Nel programma del Lincoln Center Festival il debutto nordamericano de “I Demoni” di Dostoevskij, adattato e diretto da Peter Stein. L’evento, dal 7 al 25 luglio, diventa una grande finestra sul mondo per gli appassionati di teatro, danza, musica e opera

di Anna Schiano
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Roma, sabato 12 giugno 2010 – “50 anni fa il Lincoln Center for Performing Arts è stato un esperimento coraggioso. Oggi, questo centro accoglie milioni di visitatori ogni anno”. Nigel Redden è il direttore del centro policulturale che dal 7 al 25 luglio ospiterà il “Lincoln Center Festival” a New York. Il complesso è stato fondato nel 1956 con lo scopo di offrire i migliori spettacoli di teatro, musica danza e opera a tutti, bambini compresi. È stato anche il primo a creare, nel 1985, un Dipartimento di Servizi per le persone con disabilità (PSPD) con strutture e volontari che garantiscono ai disabili di tutte le età, mecenati, artisti e lavoratori, di usufruire e sperimentare le arti dello spettacolo. Incoraggia persone di ogni etnia, razza e religione a partecipare ai programmi del centro. Il Festival accoglierà in 7 delle sue 26 sedi, ma anche in alcune piazze all’aperto come il Damrosh Park, 10 tra anteprime e debutti, per un totale di 45 spettacoli in 18 giorni. “Nel corso degli anni, il Festival si è guadagnato la reputazione di evento che offre ai suoi spettatori rappresentazioni che non sarebbero in grado di vedere in circostanze normali a New York”, come spiega il suo direttore. Il successo di questa iniziativa risiede nella multiculturalità e nell’aprirsi non solo all’arte occidentale, ma anche a quella meno “esportata” nel mondo. Il programma del 2010 presenterà produzioni della Repubblica di Giorgia, Gran Bretagna, Olanda, Italia e Giappone.

Il 7 luglio, al David H.Koch Theater, il festival si aprirà con la premiere americana “Musashi”, spettacolo teatrale del drammaturgo giapponese Hisashi Inoue, diretto da Yukio Ninagawa. Il leggendario duello tra due samurai, che unisce il dramma intenso a una commedia tumultuosa. Recitato in lingua originale con sovra titoli in inglese. Seguirà dal 15 al 18 luglio la prima newyorkese di “A Disappearing Number”, opera vincitrice dell’Olivier Award, diretta da Simon McBurney e nata dalla collaborazione di due dei più importanti matematici del XX secolo G.H. Hardy e Srinivasa Ramanujan. Al Governors Island, a 10 minuti di traghetto da Manhattan, andranno in scena due prime assolute. Il 10 e 11 luglio “I Demoni” di Dostoevskij, una maratona teatrale di 12 ore di Peter Stein. La pièce già vincitrice del premio Ubu 2009, vede alternarsi in scena 26 attori. Snobbato al suo debutto in Italia, ha registrato in America il sold out in sole tre ore, al costo di 220 dollari a biglietto. Tra il 15 e il 19 luglio debutterà “Teorema”, una produzione di Toneelgroep Amsterdam, tratta dall’omonimo romanzo e film di Pier Paolo Pasolini, per la regia di Ivo Van Hove.  Un’altra opera italiana, “La porta della legge” del compositore Salvatore Sciarrino, basata su una storia di Franz Kafka e interpretata dalla Wuppertal Opera e dalla Sinfonieorchester Wuppertal, sarà presentata il 20  al Gerald W. Lynch Theater. “(R)evolution”, di Edgard Varèse , eseguita dalla New York Philharmonic, guidata dal Maestro Alan Gilbert e dall’International Contemporary Ensemble (ICE), complesso diretto da Steven Schick, si terrà il 19 e il 20 all’Alice Tully Hall e all’Avery Fisher Hall. Questi per citarne solo alcuni. Il festival è sponsorizzato da American Express. Patrocinato dal  New York City Department of Cultural Affairs, dal New York State Council on the Arts e dal National Endowment for the Arts. Per il programma completo: www.lincolncenter.org

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