Roma, venerdì 14 ottobre 2011 – “In altre città europee, es. a Berlino la cultura è salvaguardata per il suo alto valore sociale. In base al piano regolatore aprire un casinò vicino all’università è illegale” ha dichiarato di recente l’attrice Sabina Guzzanti ed in occasione della trasmissione di Corrado Formigli su La7 denominata “Piazza Pulita” si è scatenata così: “Abbiamo sottratto questo posto a chi voleva destinarlo illegalmente al gioco d’azzardo. Dietro la società affittuaria dell’immobile ci sono pure Anemone e Balducci – personaggi che orbitavano nella faccenda degli appalti truccati -. Aprire una bisca nel quartiere universitario avrebbe condotto ad ulteriore degrado. Qui sostituitici alla politica ed alle forze dell’ordine stiamo lavorando per la sicurezza e la cultura attraverso dibattiti, spettacoli e presentazioni di libri”. Si tratta di una protesta sostenuta dall’intero quartiere con migliaia di firme poiché in effetti Piazza dei Sanniti, in base alla delibera 36 del 2006 del Comune di Roma, è ubicata in un’area la T4 da tutelare e riqualificare dal punto di vista urbanistico-ambientale ed in cui non sono ammesse attività relative al gioco d’azzardo.

Signora Guzzanti lei ritiene che in merito alle proteste nel nostro Paese sia in atto una svolta decisiva?

Si. Oggi c’è la prova che questo sistema economico non funziona, che questo Governo non funziona ed è formato in parte da persone che operano ai limiti della legalità. La popolazione è maggiormente coinvolta in quanto consapevole di andare verso la catastrofe. Il mondo della cultura, che non si era mosso finora, si sta attivando poiché si è reso conto del fatto che è in corso il massacro dell’intero settore.

Il leghista Flavio Tosi, sindaco di Verona, ritiene sia un’offensiva bugia l’affermazione che nel Governo non tutti operino nella legalità

Ciò è avvalorato da intercettazioni e testimonianze di ogni sorta.

Maurizio Gasparri ha dichiarato che il fatto che lei partecipi a dibattiti politici è un suo diritto che lei esercita da decenni

In realtà in prima fila ci sono da molto tempo. Anche a Gasparri ne ho dette tante e spero di poterlo fare ancora finché non sparisce.

Cosa replica a chi ritiene che lei sia ricca e dubita del fatto che lei paghi tutte le tasse?

Le tasse noi tutti le paghiamo. Abbiamo qualche dubbio che le paghi chi è vicino al potere. Io guadagno purtroppo meno di Gasparri pur avendo più talento e meriti di lui.

Secondo lei l’opposizione che siede oggi in Parlamento è credibile agli occhi delle persone comuni?

No, non lo è. Ha sbagliato e non si è rivelata vicina ai propri elettori ed ai loro interessi. La soluzione, come dice anche Luigi De Magistris, non può venire dalla politica poiché i partiti hanno dimostrato di non avere né l’intenzione né la capacità di riformarsi. Questa sinistra non ce la può fare poiché da anni fornisce risposte completamente insoddisfacenti e non ha dato finora alcun segno di voler cambiare. Il cavaliere si sapeva chi era, l’opposizione ha detto che non occorreva delegittimarlo poiché non avrebbe mai fatto varare leggi per sé, ha detto che non c’erano problemi in merito al conflitto d’interessi e per la democrazia in questo Paese ed ha sbagliato. Ha sbagliato anche ad inseguire il voto dei moderati a tutti i costi sostenendo che qualsiasi scelta radicale – volta a strade profondamente innovatrici – li avrebbe spaventati. Infatti alle elezioni amministrative l’ala moderata ha dato il voto proprio a candidati radicali.

Dalle parole di Tosi, quale è la sua ricetta per risolvere la crisi finanziaria?

Non son discorsi che si posson risolvere così su due piedi. Stiamo studiando, facendo dibattiti, convegni, quello che si dovrebbe fare in una democrazia.

Ma se un esponente dell’attuale classe politica può rivolgersi ad un comico, come ha fatto Tosi con la Guzzanti, per trovare suggerimenti per uscire dalla crisi, non ci si deve dolere del fatto che un comico possa sentirsi legittimato nel chiedere ad un politico di fare il clown. Il fatto è che per allargare il discorso al di là della semplice derisione di alcuni la pubblica opinione auspica un accesso al parlamento da parte di persone senza macchia alcuna, mai accusate di nepotismo e mai condannate con sentenza passata in giudicato, ma questa è un’altra storia che riguarda il fatto che in campo politico i favoritismi costituiscono un pericolo per la democrazia poiché ostacolano il giusto ricambio nei luoghi di potere ed immobilizzano risorse nelle mani di pochi.

 

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