Ancora progressi in difesa per la squadra di Delneri, che a Milano impone uno stop ai nerazzurri, ora secondi con Milan e Napoli. Pareggio senza reti per le due contendenti, che adesso continuano a sfidarsi nelle aule della Giustizia Sportiva, per l’assegnazione dello Scudetto 2006. Gara emozionante e ben interpretata dalle due formazioni, ma a guadagnarci sembra essere solo la Vecchia Signora

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, lunedì 3 ottobre 2010 – Pareggio a reti inviolate per il Derby d’Italia, ma tanto gioco, occasioni da una parte e dall’altra e molto fair play. Questa potrebbe essere la sintesi più appropriata di una gara ben giocata e che al termine dei 90° minuti rende più felici i tifosi bianconeri di quelli interisti. Squadra che gioca non si cambia, o si cambia pochissimo. È la filosofia di Gigi Delneri, che ripropone quasi tutti gli undici scesi in campo a Manchester. Turno di riposo a Manninger, che lascia il posto al più affidabile Storari, e Martinez, che parte in panchina insieme a Pepe. Davanti Quagliarella fa coppia con Iaquinta, il più in forma tra gli attaccanti. A centrocampo la coppia di centrali è Aquilani-Melo, mentre Marchisio viene messo a sinistra, fuori ruolo ma utilizzato per arginare le folate di Maicon. E qui già si capisce la strategia del tecnico bianconero, che rinuncia ad un uomo di fascia in grado di offendere, preferendo piuttosto maggiore copertura a centrocampo. Benitez invece si affida a Eto’o davanti, dove sembra essere più a suo agio nel ruolo di attaccante unico di riferimento. Subito dietro Coutinho, Sneijder e Biabiany. In pratica due geniali assist-man e un’ala veloce, ma ancora acerba. Il match è tutto giocato sulle astuzie tattiche dei due tecnici, che alla fine si annulleranno fino a dare vita ad un bell’incontro senza gol. I nerazzurri da parte loro raccolgono un solo punto in due partite, anzi in due scontri diretti. Dopo la sconfitta all’Olimpico, arriva ora la battuta d’arresto in casa con la Vecchia Signora. Al contrario la Juventus da questo ciclo di incontri raccoglie indicazioni positive, soprattutto in difesa. Tra l’altro nella ripresa si è rivisto anche Motta, che dopo le gare negative di inizio stagione, confeziona un buon secondo tempo arginando le folate di Eto’o, a sinistra dopo l’ingresso di Milito. I due pareggi esterni contro Manchester e Inter sono confortanti e la squadra può ancora crescere in tutti i reparti. Il punto guadagnato a Milano non smuove certo la classifica, però fa morale e ai bianconeri la convinzione di essere una squadra che può fare risultato con chiunque mancava.

«Questa squadra aveva fatto bene mercoledì, avevamo fiducia. Poi abbiamo perso Biabiany all’inizio, con la stessa idea di mercoledì pensavamo si potesse giocar bene e vincere. La squadra aveva fatto bene e abbiamo visto che cambiare non è facile. Milito tornava dopo 7-8 giorni dal problema alla gamba e non era facile, ma alla fine ha fatto il suo lavoro, ha avuto un paio d’occasioni». Queste le parole di Rafa Benitez, che aspetta di riavere Samuel, Thiago Motta, Pandev e Zanetti, quattro pilastri dello scorso campionato per rilanciarsi. «Abbiamo superato una settimana non facile, tra Cagliari, trasferta con il Manchester City e Inter. Il bilancio è buono, siamo stati più attenti in fase difensiva e questo significa che la tensione con cui si scende in campo è migliorata». Dice il tecnico di Aquileia, che aggiunge: «Siamo cresciuti ma non dobbiamo cullarci su questo». Chiaro e scontato che nel dopo gara il bicchiere sia mezzo pieno e mezzo vuoto, a seconda del punto di vista. Mentre su una cosa tutti concordano: la partita è stata spettacolare e il fatto che in campo i toni siano stati agonistici, ma non eccessivi, ha reso un bel servizio al calcio. Sono lontani i tempi in cui Mourinho preparava la partita alimentando polemiche e accendendo gli animi. E’ senz’altro vero che ai nerazzurri mancano alcuni elementi importanti, ma è anche vero che alcuni pezzi pregiati, vedi Sneijder e Maicon, sembrano appagati dalle vittorie dello scorso anno. In più non giovano le polemiche che agitano lo spogliatoio interista. Quasi una a settimana ormai. La regina d’Europa ha perso la testa, non solo della classifica. Ma siamo all’inizio e i due punti che la separano dalla Lazio, la vera squadra sorpresa del Campionato, sono pochi. Il torneo è lungo e difficile, per cui tutto questo agitarsi in casa Inter sembra proprio fuori luogo.

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