Mattattore della gara il serbo Milos Krasic, che con tre reti schianta i sardi in una gara con tante luci e ancora qualche ombra in difesa. Soddisfatto Delneri, che però predica umiltà e realismo. In arrivo adesso i big match contro Manchester City e Inter 

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, lunedì 27 settembre 2010 – Il giorno dopo la vittoria contro il Cagliari il mondo bianconero è euforico. Raddrizzato il timone della classifica, grazie anche alla sconfitta dell’Inter, Delneri si coccola i suoi due gioielli: Krasic e Aquilani. “Ha grosse qualità di geometria in mezzo al campo”, dice del romano, che è stato insieme a Felipe Melo uno dei migliori in campo. L’oggetto oscuro dei desideri, acquistato con un inaspettato blitz di Marotta sul finire del Calciomercato, prende finalmente forma. Dopo due presenze poco significative, l’ex Liverpool è stato schierato fin dal primo minuto per far tirare il fiato a Marchisio, ma è stato apprezzato in chiave di regia. Di Milos Krasic ormai quasi non mette più conto parlare, vista la regolarità e la qualità delle prestazioni fornite finora. Anche quando tutta la squadra andava male, il serbo era comunque il migliore in campo. Nella gara di ieri, con tre reti all’attivo si è guadagnato per la prima volta la qualifica di player match. L’altra rete è stata siglata da Bonucci, che si conferma un abile marcatore, quasi quanto Chiellini. Con 7 punti in classifica, a tre soli dalla vetta, Delneri, Marotta e Agnelli possono per il momento tirare un sospiro di sollievo, in vista dei prossimi due big match contro il Manchester City di Mancini, che sabato scorso ha battuto il rivale Carlo Ancellotti per 1-0 con gol di Tevez, e l’Inter di Benitez, uscita sconfitta dall’Olimpico di Roma ma con una rete dei giallorossi a tempo ormai scaduto.

La vittoria è una iniezione di fiducia per tutta la squadra e la tifoseria, ma non toglie del tutto le ombre che ancora fosche permangono sulle reali possibilità di arrivare nelle zone calde dell’alta classifica. Chiellini ancora oggi conferma che l’obiettivo di quest’anno è quello di andare in Champions. Lo stesso tecnico bianconero non si sbottona troppo: “Quando pensiamo di aver ottenuto qualcosa poi cadiamo in partite particolari, come contro il Palermo, perciò guardiamo partita dopo partita, senza esaltarci: dobbiamo migliorare molte cose. Paghiamo troppo gli errori che commettiamo”. In effetti il gol del momentaneo pareggio di Matri domenica sera è arrivato per un nuovo svarione della difesa, che ha lasciato l’attaccante cagliaritano libero di depositare la palla in rete. Anche le medie non sono poi così confortanti. La Juventus ha il miglior attacco (12 gol) e la peggior difesa (9 gol), insieme a Roma e Udinese. Di quei dodici gol poi solo 4 vengono dagli attaccanti (2 a testa per Quagliarella e Iaquinta), per il resto centrocampo e difesa (3 Krasic, 2 Marchisio, 1 Pepe, 1 Bonucci). Mancano all’appello due autogol. Come si vede dunque nella squadra di Delneri si segna molto ma dalla mediana. Segno che in attacco i bianconeri non riescono a trovare un trascinatore come Eto’o, Pellissier o Matri. Segno però che di gioco si incomincia macinarne molto, alle volte forse troppo, come contro la Sampdoria, e si rischia spesso di lasciare scoperta la difesa. Quest’ultima con il turno di riposo concesso a Motta ha illuminato un altro oggetto misterioso, arrivato con il calciomercato di agosto: Rinaudo, ex Napoli, che ha dato maggiore solidità alla fascia destra. E anche qualche apprezzabile apertura in fase di impostazione. Sarà anche presto per tirare le somme e capire dove può mettere il segno la Vecchia Signora, però a giudicare da queste prime 6 gare ufficiali (includendo anche quella contro il Lech Poznan finita 3-3) più che una Juventus eccelsa ci sembra piuttosto una squadra operaia, a cui mancano due innesti di qualità: uno in attacco e uno in difesa.

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