Roma, mercoledì 13 luglio 2011 – Nell’immobile calcio mercato estivo, tuttora congelato non solo in Italia ma anche all’estero (vedi il momento attendista del Barcellona per Sanchez – operazione quasi definita in tutti i dettagli ma in attesa di essere ufficializzata – o il mercato a rilento del Man City, dello United, del Chelsea e dello stesso Real Madrid) non fa eccezione la Vecchia Signora. Segno che i tempi sono grami un po’ per tutti. Sull’Europa è calata la scure del fair play finanziario e tutti i club si stanno adeguando. Anche se con un anno di anticipo. Per questo incombe con ancora più forza la roulette russa della Coppa America. Il mercato è attendista e immobile, perché gli operatori si aspettano indicazioni dalla Copa. Qualche giovane emergente in grado di offrire prestazioni importanti e di qualità, ma a costi contenuti. Così come era successo nello scorso Campionato del Mondo con De Maria, Kedira e Ozil. Il futuro saranno i vivai. Quello che per intuizione e capacità avevano saputo fare squadre come l’Ajax, il Barcellona e l’Udinese (anche se assemblando un vivaio internazionale), adesso l’Uefa costringe tutti a fare per legge. La Juventus si adegua. Annuncia il top player da oltre 35 milioni, per stare al passo con le grandi d’Europa e rintuzzare la campagna abbonamenti del nuovo stadio di proprietà (fino ad oggi ne sono stati venduti 18.000). Ma poi acquista a parametro zero Ziegler, Pazienza e Pirlo. Spende qualche milione per Lichsteiner, esterno di difesa di valore, e risolve la grana di alcune comproprietà. Ma soprattutto riscatta i giocatori che aveva preso la scorsa estate o al marcato riparatore di gennaio (che troppo riparatore non è stato visto il pessimo risultato in classifica). Come nelle offerte dei televisori, si tratta di pagare le rate con i canonici sei mesi di ritardo.

Della ricapitalizzazione della società, che ha messo sul banco circa 130 milioni, è rimasto poco, ma quel poco va comunque investito per confezionare una squadra al top, in grado di riappropriarsi dell’Europa al termine del Campionato. Il top player dei sogni per settimane è stato El Khun, quell’Aguero che sta scalando la classifica marcatori della Copa America, inseguito da club di mezza Europa e che di sicuro a Torino non arriverà. Non solo è contrario il suocero, al secolo Diego Armando Maradona, ma ad ogni gol che segna aumenta il suo valore di mercato e si allontana dai parametri bianconeri. Adesso Marotta sta ripiegando su Giuseppe Rossi, che rientra nel giro della Nazionale, ma non si capisce quanto possa rendere in coppia con Matri. Il problema è che si ripiega su un middle player, più che un top player, perché ormai si è annuciata una campagna acquisti in grado di ridare lustro e vigore ai sopiti sogni della tifoseria juventina. Che si è galvanizzata dall’arrivo del nuovo allenatore, capitano e juventino vincente dell’era Moggi, ma che dovrà dimostrare di tenere il peso di una squadra blasonata e difficile, perché troppo esigenti in fondo sono i suoi sostenitori. Forse però non sarebbe male pensare che il top player la Juventus lo ha in casa. Potrebbe essere quell’Amauri troppe volte vilipeso nelle due passate stagioni. Capro espiatorio in mezzo ad un generale diluvio, ma che nella tranquillità di Parma ha dimostrato il suo potenziale valore. A Torino, non per colpa sua, non è mai riuscito a incidere e potrebbe essere la carta vincente e inattesa da calare al momento giusto. Sempre che termini la lunga serie di infortuni che ha decimato nelle scorse stagioni la rosa bianconera.

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