Dopo tanta pubblicità, ecco il nuovissimo, attesissimo grande museo delle arti contemporanee apre i battenti. Si parte con cinque mostre ma vale anche la pena visitare il museo per l’architettura firmata Zaha Hadid

di Roberta Marrocco
redazione@lacittametropolitana.it

Il MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo è il primo museo pubblico nazionale dedicato alla creatività contemporanea, gestito per conto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che ha seguito il progetto in ogni sua fase. Dopo immagini in anteprima, articoli su giornali, servizi televisivi, non si sa bene cosa ci si aspetti, non si è abituati nella Città Eterna ad avere l’improvvisa presenza di un universo “altro”. La sua sede, progettata dall’architetto Zara Hadid, sorge nel quartiere Flaminio di Roma, nell’area dell’ex Caserma Montello, e aprirà le porte al grande pubblico domenica 30 Maggio. Il complesso ospita due istituzioni: MAXXI Arte e MAXXI Architettura, volte a promuovere l’arte e l’architettura attraverso la raccolta, la conversazione, lo studio e la diffusione dei linguaggi più attuali. Pensato come vero e proprio campus pluridisciplinare e polifunzionale delle arti e della cultura, il museo crea per la città un luogo urbano fruibile da tutti. Nei suoi 27mila mq. il MAXXI comprende – oltre i due musei – auditorium, biblioteca e mediateca, bookshop e caffetteria, spazi per esposizioni temporanee e spazi all’aperto, per eventi dal vivo, laboratori, luoghi per lo studio e lo svago. Il progetto di Zara Hadid si integra nel tessuto della città con una soluzione architettonica articolata intorno all’idea di campus urbano. L’idea di edificio “chiuso” lascia il posto a una dimensione più ampia, che investe tanto gli spazi interni quanto quelli esterni, aperti al quartiere. Materiali come vetro, acciaio e cemento conferiscono allo spazio espositivo un aspetto neutro.

“La cosa interessante del MAXXI è che non è più un oggetto, ma piuttosto un campo, il che implica che molti programmi possono essere connessi con il museo. Non è più un museo, ma un centro”, così esordisce l’architetto che sfida i limiti finora conosciuti nell’ambito dell’architettura, dell’urbanistica e del design. Con il suo lavoro di ricerca, l’Hadid persegue una continua esplorazione volta a definire nuovi concetti spaziali. Fondamentale per lei è il rapporto tra architettura e paesaggio che conduce a risultati inaspettati in termini di dinamismo delle forme. Oltre al nuovo museo capitolino, l’architetto ha lavorato al progetto della nuova stazione Ferroviaria di Napoli-Afragola e al Museo del  Mediterraneo di Reggio Calabria. Tali progetti vengono acclamati come esempi di un’architettura che trasforma l’idea di futuro attraverso inesplorati concetti spaziali e forme visionarie. I suoi lavori sono stati oggetto di numerose mostre in tutto il mondo, tra cui la retrospettiva nel 2006 al Solomon R.Guggenheim Museum di New York. C’è molta attesa, di ciò che l’artista ha creato nella Città Eterna., non  resta che immergersi in questo spazio candido e perfetto fatto di forme fluide e mobili dell’arte contemporanea.

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