Roma, lunedì 24 gennaio 2011 – Su progetto di Jeremy King e Riccardo Roselli, dell’omonimo studio romano, a luglio 2011 verrà inaugurato lo Sheraton di Malpensa in provincia di Varese. La costruzione, larga 450 metri e alta 14, si sviluppa su tre piani dove sono collocati uffici, 420 camere per gli ospiti, caffè, ristoranti e un centro conferenze di 2000 mq. Costato 1000 euro a mq, l’hotel sorge su una superficie di 24.750 mq già edificata, in cui si trova da tempo l’autorimessa multipiano collocata di fronte all’aeroporto di Malpensa. Ma la grande particolarità di questa struttura è la facciata curva. «Il progetto si basa sull’idea di una grande pelle che si piega e che avvolge i corpi che contengono le camere», afferma il progettista, Riccardo Roselli. Quella che viene definita una “pelle” è stata ottenuta utilizzando un composito a base di vetroresina denominato “pultruso” e realizzato dall’azienda milanese “PCR – Progettazione Costruzione Ricerca”, rifinito al quarzo per rendere la struttura permeabile. Gli architetti hanno preferito il “pultruso” dopo averlo confrontato con altri materiali di rivestimento come membrane liquide a spruzzo e policarbonato. «Benché alcuni di questi materiali fossero adatti alla termoformatura, presentavano limiti per quanto riguarda la saldatura e non soddisfacevano tutti i requisiti prestazionali. Le membrane liquide a spruzzo, potevano coprire con un’ unica pellicola tutto l’edificio in modo uniforme, ma la struttura era semplicemente troppo grande perché questa soluzione potesse funzionare», spiega Roselli.

All’esterno l’albergo è stato rivestito con una pellicola di colore bianco – grigio. All’interno le facciate vetrate vengono coperte con tende in pvc specchianti, scelte proprio per ammorbidire il volume, «che diversamente sarebbe sembrato una barriera, un blocco rigido», proseguono gli architetti. La “pelle” incorpora, inoltre, diversi volumi, trattati come blocchi e spostati a intervalli irregolari così da far risaltare l’orizzontalità e la dinamicità della struttura. «A unire i blocchi tra loro oltre alla base e al tetto sono le scale di emergenza che assumono un ruolo di legante organico della forma plastica, simile più a un oggetto di design che a un componente edile», spiegano i progettisti. Nell’Ottobre 2006 i due progettisti hanno terminato due importanti progetti. L’ampliamento della “Biblioteca” e la ristrutturazione dell’auditorium della “Pontificia Università Lateranense” di Roma per il quale hanno ricevuto il premio nazionale “ANCE – InArch”, come migliore edificio di nuova costruzione nel 2008, e una menzione speciale nel “Premio Medaglia d’Oro per l’Architettura” all’interno della Triennale di Milano del 2009. Tra i loro progetti in corso si trova anche la ristrutturazione del Palazzo Montemartini a Roma, edificio storico nei pressi della stazione Termini e adiacente alle Terme di Diocleziano. Un piccolo spazio dell’800 che sono riusciti a far rinascere con una veste nuova, quella alberghiera. Un posto dove trovare pace e tranquillità nel cuore della Capitale.

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