Viterbo, lunedì 20 giugno 2011 – L’unità operativa di oncologia dell’ospedale Belcolle di Viterbo, diretta da Enzo Maria Ruggeri, compie un significativo passo in avanti nella ricerca clinica a favore delle pazienti affette da tumore al seno. Grazie, infatti, alla donazione di uno specifico congelatore da parte dell’associazione Aman (Associazione per il miglioramento e la cura dei pazienti neoplastici), il reparto viterbese è ora in grado di essere tra i primi centri italiani abilitati a partecipare allo studio Mindact, un importante studio internazionale il cui obiettivo è confrontare il profilo genico del carcinoma mammario, prelevato da ogni paziente, con i comuni criteri clinici e patologici usati per selezionare la strategia terapeutica più adatta. Vale a dire: individuare una terapia personalizzata per ogni caso specifico.

L’oncologia di Belcolle raggiunge, quindi, un traguardo significativo nell’ambito della ricerca, in un percorso iniziato già nel 2007, con la partecipazione a sperimentazioni internazionali per il trattamento del carcinoma della mammella. Il disegno dello studio Mindact prevede che i campioni di tessuto canceroso, prelevati da donne affette da tumore al seno con linfonodi negativi, vengano inviati, crio-conservati, a un laboratorio internazionale di Amsterdam, unico centro europeo abilitato per la tipizzazione del profilo genico. Il profilo genico è ritenuto essere un utile criterio prognostico per integrare i tradizionali criteri clinici adottati e per assegnare ogni paziente alla sua categoria di rischio, alto o basso. Infatti, le attuali evidenze sembrano confermare che il confronto delle indicazioni fornite dal profilo genico con i tradizionali criteri clinici e patologici, permettono ai medici di selezionare le pazienti per la chemio-terapia ottimizzandone l’efficacia e preservando la qualità della vita grazie alla riduzione della tossicità associata ai farmaci antitumorali.

Il reparto di oncologia di Belcolle era già in possesso di tutte le competenze scientifiche per partecipare al trial, ma aveva bisogno di integrare la sua strumentazione con un congelatore dalle specifiche caratteristiche tecniche richieste dal protocollo del trial, dal costo di 11mila euro. Aman ha fatto proprio lo scopo di questa sperimentazione ritrovando, negli obiettivi di quest’ultima, piena concordanza con i suoi impegni statutari e ha attivato, di conseguenza, una serie di attività sociali per reperire i fondi necessari all’acquisto del congelatore richiesto.

«Aver raggiunto questo obiettivo – spiegano Marco Piacentini e il presidente dell’associazione, Maria Neve – ci rende orgogliosi per i vantaggi di cui potranno beneficiare le ammalate di tumore al seno. Anche grazie a questa donazione, l’oncologia di Belcolle, in collaborazione con la chirurgia senologica e con l’anatomia patologica, ha già cominciato ad arruolare pazienti che potranno affidarsi alle cure del reparto fiduciose di ricevere lo stesso livello di trattamento dei centri oncologici più accreditati del Paese».

Aman è una onlus fondata a Viterbo nel 1992 per venire incontro alle esigenze dei malati di tumore della Tuscia. Tra gli impegni statutari dell’associazione c’è il reperimento di fondi da destinare all’aggiornamento degli equipaggiamenti delle unità di diagnosi e cura, in area oncologica, dell’ospedale di Viterbo. E nel 2010 la donazione è stata destinata proprio a supporto di tutte le donne ammalate di tumore del seno: il carcinoma più frequente nella popolazione femminile, in continuo aumento e che colpisce principalmente le cittadine di età superiore ai 40 anni.  Ogni anno, in provincia di Viterbo, si stima che circa 600 donne, in età compresa tra i 25 e 84 anni, si ammalino di tumore del seno e debbano ricorrere a cure mediche. Il progresso in campo diagnostico e terapeutico ha ridotto la mortalità, anche per questo tipo di cancro. Mortalità che è passata dai 42,65 casi ogni 100mila ammalati del 2000 agli attuali 36,64 del 2010.

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