Con quattro gol davanti al pubblico friulano, la Vecchia Signora liquida un’Udinese poco reattiva e convincente. Male Di Natale, che ad agosto aveva rifiutato il trasferimento a Torino. A segno gli ex Quagliarella, che non esulta, e Iaquinta, che risponde alle provocazioni del pubblico. Passo in avanti dei bianconeri, mentre per i padroni di casa si fa difficile la classifica, ancora a zero punti

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, domenica 19 settembre 2010 – La Juve risorge a Udine. Finisce 4-0 con una prestazione che non si può definire esaltante, ma che per il momento archivia la sconfitta di Bari e i due pareggi interni con Sampdoria e Lech Poznan. Per la prima volta la difesa non subisce reti. Merito anche dello scarso apporto degli attaccanti dell’Udinese, Floro Flores e Di Natale, che non impensieriscono mai la retroguardia juventina. Solo Sanchez riesce in un paio di occasioni a trovarsi a tu per tu con Storari, aggirando il fuorigioco voluto da Delneri. Ma se in un caso l’atterramento subito da Chiellini (fuori area tra l’altro, ma da ultimo uomo) non viene rilevato dall’arbitro Bergonzi (voto 5), nell’altro impegna nell’unica vera parata il portiere juventino. Per il resto è solo Juventus. Dal centrocampo in su. Anche se la partita per lunghi tratti è incolore. La Vecchia Signora avrebbe potuto segnare più reti. Handanovic (voto 7) è dovuto intervenire in più di un’occasione, al di là delle quattro reti subite. Nella squadra di Delneri c’è da sottolineare i progressi fatti in difesa e a centrocampo, con Pepe più attento nella fase di copertura e Krasic più incline allo sfondamento e alla progressione. Da lui sono arrivati gli assist per i gol di Quagliarella (voto 7) e Marchisio (voto 6 e mezzo). Bene anche Del Piero in avanti, che all’inizio del 2° tempo ha lasciato il posto a Iaquinta. Da registrare in difesa la buona prestazione di Grygera sulla fascia sinistra, al posto di De Ceglie. Motta appare poco convincente, anche perché Krasic (voto 8) in copertura non l’aiuta affatto.

La vittoria bianconera matura tutta nel primo tempo. La frazione infatti si chiude sul 3-0 con un Udinese che, rispetto alla bella gara fatta con l’Inter, fa molti passi indietro. Presto dire se è merito della Juventus, che incomincia ad assimilare gli schemi di gioco e i meccanismi del suo allenatore, o di un approccio sbagliato alla partita da parte di Guidolin. Certo è che la squadra friulana dopo lo svantaggio non ha mai provato a rientrare in partita, dimostrando uno scarsa forza di reazione e poco carattere. Nel dopo partita Guidolin, pur avendo incassato la stima da parte del Presidente Pozzo, si è assunto tutta la responsabilità della posizione in classifica (zero punti dopo le prime tre partite. Il peggior inizio da 50 anni a questa parte). Eppure la qualità degli uomini a sua disposizione non si discute. C’è aria di serenità invece in casa Juve. La vittoria e il fatto che per la prima volta la difesa non commette sbavature mette il buon umore nello spogliatoio. Unica macchia di una prestazione positiva la sciocca contestazione di Iaquinta alla tifoseria friulana dopo il gol. Imbeccato dai cori dei tifosi fin dal suo ingresso in campo, il giocatore si è lasciato andare ad uno sfogo plateale contro la curva casalinga, innescando una catena di proteste e prendendosi una giusta quanto inutile ammonizione.

La Vecchia Signora con la vittoria esterna di oggi aggiusta anche la posizione in classifica, che alla vigilia destava preoccupazione (penultima ad un punto). Adesso si ritrova a soli tre punti dall’Inter, in testa insieme al sorprendente Cesena, a due punti da Chievo, Lazio e Brescia, a un punto da Bari, Cagliari, Napoli e in compagnia del Milan di Ibraimovich, che ha pareggiato in casa contro il Catania di Giampaolo. È troppo presto per dire se la Juventus abbia superato i problemi legati all’assimilazione degli schemi di Delneri o se la prestazione sia stata determinata dal passo falso dell’Udinese. I prossimi due turni, contro Palermo e Cagliari in casa, potranno dare indicazioni più precise. Con il rientro di Amauri e Martinez, Delneri avrà ancora più soluzioni offensive. I centrali di centrocampo Marchisio e Melo (a cui è subentrato Sissoko nella ripresa) nonostante l’impegno di coppa hanno coperto bene. Meglio Marchisio nelle ripartenze, ma il brasiliano non ha commesso sbavature tecniche o irruenze caratteriali. Aquilani. Oggi, dato l’ampio risultato, ci si aspettava di vederlo in campo. Così non è stato. A questo punto però l’esperimento potrebbe essere rimandato, perchè in fondo bisogna capire con quali mansioni può scendere in campo e quali equilibri rischia di compromettere.

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