Cultura a 360 gradi a Roma alla Casa delle Culture dove circolano idee ed emozioni. Non solo teatro ma anche libri, incontri, mostre, convegni, proiezioni e laboratori. Sartre, Ionesco, Pasolini e lo Yemen
 
 

di Xhilda Lapardhaja
redazione@lacittametropolitana.it

Tra le tante realtà teatrali che popolano la capitale, nel quartiere trastevere in una piccola via, esiste uno spazio straordinario, la Casa delle Culture. Uno ‘spazio cittadino’ aperto al confronto e attento ai problemi sociali. Come negli anni passati anche questa stagione 2010/2011, curata dalla Compagnia Ginepro Nannelli (Marco Carlaccini e Patrizia D’Orsi), è molto ricca: presentazioni di libri con le edizioni Lavoro e Alegre, laboratori permanenti, appuntamenti mensili con Crocevia Terra per raccontare attraverso documentari i problemi della terra etc. A questo proposito abbiamo fatto una chiaccherata con Marco Carlaccini e Patrizia D’orsi compagni non solo nel lavoro ma anche nella vita. Il primo si forma artisticamente nel teatro di strada passando per il Living Theatre, il Meta-Teatro e approdando alla regia. La seconda si forma nel teatro sperimentale. Oltre all’intensa attività come interprete lavora anche come formatore.

Da quando gestite la Casa delle Culture?
Dal 2000, ormai sono undici anni. Abbiamo iniziato la gestione della Casa delle Culture con il Meta-Teatro diretto da Pippo Di Marca, ma poi ci siamo divisi quasi immediatamente.

Come è cambiato il teatro in questi undici anni?
Il cambiamento secondo noi c’è stato ancora prima, non esiste più il teatro di ricerca. Dagli anni ottanta fino alla fine degli anni novanta c’erano ancora dei gruppi che lavoravano sulla ricerca, dopo almeno per quel che riguarda la nostra esperienza c’è stato un grande deserto in parte dovuto ai finanziamenti, alla mancanza di idee e alla scomparsa di persone come Leo De Bernardinis, Carmelo Bene.

In questo vuoto o deserto voi come vi muovete? Come organizzate la vostra stagione?
Essendo un teatro che non gode di finanziamenti per forza di cose siamo costretti a chiedere un contributo alle compagnie che ospitiamo e a fronte di questo offriamo dei servizi. Sono moltissimi anni che ci occupiamo di programmare solo nuova drammaturgia, compagnie di nuova formazione e su questo cerchiamo di prendere quello che ci sembra più interessante.

Nonostante le difficoltà economiche avete fatto delle iniziative molto interessanti anche negli anni passati come il ciclo ‘Segnali d’ascolto’.
Esatto: ‘Segnali d’ascolto’ era questo, programmare compagnie di nuova formazione che proponevano testi di nuova drammaturgia e compagnie che non avevano contributi statali. Non abbiamo mai ricevuto nessun contributo dallo Stato, dalla Regione o dal Comune come Casa delle Culture. Lo stesso vale per la compagnia Ginepro Nannelli.

Come mai una realtà cosi forte e interessante come la vostra non riesce a accedere ai finanziamenti?
Forse è perchè non siamo capaci di organizzarci, le poche energie che abbiamo vanno tutte per la gestione dello spazio. Oppure è semplicemente perchè in noi prevale la voglia di mantenere la nostra autonomia e di non farci condizionare da qualunque dipendenza economica.

Quest’anno quali sono le nuove iniziative?
Quest’anno a parte un indirizzo equivalente a quello degli anni scorsi, anche se non si chiama più ‘Segnali d’ascolto’, abbiamo fatto una programmazione non solo teatrale. C’è il teatro, ma  con tantissime altre possibilità, una, per esempio, è la collaborazione con Crocevia Terra/Festival della Biodiversità. Una volta al mese proiettiamo documentari che raccontano i problemi della Terra. Poi collaboriamo con la cooperativa sociale Alyax con due laboratori, uno fatto a ottobre su Sartre e l’altro a marzo su Ionesco. Inoltre esistono due laboratori permanenti, uno con ex S.Maria della Pieta – Asl Roma E e l’altro (da settembre a aprile) con la Compagnia Teatro Cassandra sul costume animato. Ci saranno delle presentazioni di libri che faremo durante l’anno con le edizioni Lavoro e le edizioni Alegre, e ancora proiezioni, teatro, mostre e convegni. E infine noi come compagnia Ginepro Nannelli con la Casa delle Culture, assieme alle cooperative Alyax e La Barraca, abbiamo creato un blog (La Società dello Spettacolo), per affrontare discussioni sul mondo dello spettacolo e della cultura, che si concluderanno con tre incontri live dove, speriamo, il confronto diventi programma per la messa in cantiere di nuovi modi di vivere la cultura.

Il vostro prossimo progetto come compagnia?
Un nuovo spettacolo dal titolo ‘La Colpa’. Vorremo costruire, insieme ai nostri attori, ai senza tetto con cui lavoriamo e insieme ai ragazzi che lavorano sul costume animato (Teatro Cassandra), una società che vive nella colpa. Avremo come guida o punti di riferimento Sartre e Eschilo. Il lavoro sarà lungo e ogni gruppo lavorerà su un tema. Questi tre laboratori entrerano poi in collisione e in armonia.

Come nasce l’idea di uno spettacolo sulla colpa?
Noi abbiamo lavorato tantissimo sulla tragedia greca. Abbiamo attraversato vari testi e ci siamo posti anche un obbiettivo politico, abbiamo affrontato una critica alla società attraverso la satira. In questo momento storico aggiungere satira alla satira non ci sembra possa corrispondere ad una possibilità di cambiamento, ma anzi rischia di facilitare la digestione degli argomenti che si denunciano. Nel prossimo spettacolo proveremo a porre la nostra azione teatrale in un’epoca diversa da quella contemporanea. Cercheremo di emozionare lo spettatore senza costringerlo a guardarsi allo specchio. A dargli il tempo e la libertà per pensare se fra la storia che raccontiamo e la sua vita ci sono o no dei punti di convergenza.

A quando quest’appuntamento?
A maggio alla Casa delle Culture di Roma a via San Crisogono 45.

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