Spietata radiografia dell’America del ‘29, l’ultimo lavoro del regista statunitense racconta l’odissea di una donna che  lotta per i propri diritti contro un potere corrotto e prevaricatore

di Francesca Di Lello
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Roma, domenica 25 gennaio 2009 – S’ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto nella Los Angeles di fine anni Venti, l’ultimo lungometraggio diretto da Clint Eastwood. Sono atti risalenti a 100 anni fa, pagine di giornali dell’epoca, verbali delle udienze, portate alla luce dallo sceneggiatore J. Michael  Straczynski, ad aver offerto il materiale per la realizzazione del film. Finanziato dalla Universal e dal regista Ron Howard, Changeling (letteralmente «bambino sostituito furtivamente a un altro»), ha riscosso  grande successo al 61° Festival di Cannes. Il regista del pluripremiato Million-Dollar Baby, all’edizione degli Oscar del 2005, torna alla regia con un film  che ha il coraggio di affrontare tematiche forti nonché di criticare gli aspetti negativi del sistema giudiziario americano.

E’ un giorno di  primavera del 1928 quando Christine Collins (Angelina Jolie), una capo centralinista, ragazza madre, lascia a casa da solo il giudizioso figlio Walter. Al ritorno dal lavoro fa una terribile scoperta: il bambino è scomparso. La polizia  di Los Angeles, che in  quegli anni non godeva di una buona reputazione, sembra non riuscire a trovarlo, ma dopo alcuni mesi di ricerche, ne annuncia il ritrovamento. L’incontro tra madre e figlio, gestito dal Dipartimento di Polizia, verrà presentato alla stampa come un successo per l’immagine dei tutori dell’ordine, salvo che Christine, nel piccolo che le sta davanti, non riconoscerà suo figlio. La polizia non vuole essere smentita né vedere trasformato il suo successo pubblicitario in un errore, e farà in modo che Christine venga accusata di oltraggio alla Polizia e rinchiusa in un manicomio femminile. Tacciata di infermità mentale, la donna trova un alleato nel reverendo Gustav Briegleb (John Malkovich), attivista della comunità presbiteriana locale, che la aiuta a trovare risposte sulla scomparsa del figlio. Intanto, un detective che si occupa di minori scomparsi (Michael Kelly) raccoglierà la confessione di un ragazzino il quale racconterà di essere stato complice di un pazzo serial killer (Jason Butler Harner) rapitore e massacratore di bambini. Tra le foto dei bambini scomparsi, il ragazzino riconoscerà anche quella del piccolo Collins, e sarà grazie a queste informazioni, e al successivo arresto del serial killer, che Christine potrà iniziare il suo percorso alla ricerca della verità, senza mai perdere la speranza di ritrovare vivo suo figlio.

Nel film sono  presenti i tipici temi alla base dell’etica eastwoodiana: l’individuo solo contro il Potere corrotto, l’infanzia segnata da traumi irreparabili, la pena di morte. Quello di Eastwood è un cinema essenziale, classico, ma anche profondamente morale. Il regista, nel demolire il mito della società americana, non risparmia allo spettatore la sua protesta verso un potere corrotto e prevaricatore e, dopo I ponti di Madison County costruisce tutto un film su una figura femminile, una splendida Angelina Jolie che si rivela grande attrice nel difficile ruolo di una madre disperata alla ricerca del figlio. Affresco storico di un’America – quella che precede la Grande Depressione – ricreata dalla splendida fotografia di Tom Stern, dove a dominare sono la corruzione, la vanità, l’isteria di massa, Changeling, è un film disturbante, inquieto, che conserva una grandissima carica emozionale. Il regista, nel ribellarsi ad un potere repressivo e tiranno, attraverso la storia di Christine Collins, non smette di ricordarci che i diritti individuali non devono mai venire calpestati.

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