Roma, sabato 16 aprile 2011 – Inaugurata il 10 marzo la mostra “Tamara De Lempicka: la regina del moderno”.Fino al 3 giugno l’artista simbolo del periodo Deco’ viene presentata per la prima volta al Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma. Questa esposizione, a cura di Giulia Mori, ci introduce agli anni venti e trenta attraverso gli occhi di una donna emancipata che riesce ad affermarsi. La pittrice polacca ci racconta la sua arte in circa 90 opere originali, tra cui alcuni inediti. Opere provenienti sia da musei internazionali che da collezioni private. Sette di queste opere fanno parte della collezione di Jack Nicholson. L’attore nel 1984 le regalo’ alla sua fidanzata di allora Angelica Houston, la quale si era appassionata a questa artista cosi stravagante. Tra le opere esposte troviamo ritratti di nobili e nudi voluttuosi. Tra i colpi di colore emergono tracce di futurismo, di cubismo, di realismo, come anche tratti ispirati al Classicismo e al Rinascimento italiano. Riconosciamo il “trompe l’oeil”, tecnica ingannevole per lo spettatore e molto amata dalla Lempicka. Colpiscono i suoi rosa schoking, i suoi grigi e viola luminosi, il suo blu metallizzato, definito appunto “blu Tamara”. Colori vistosi e trasgressivi accostati a ritratti come quello di Andrè Gilde, scrittore degli anni venti e amico della Lempicka, o quello del Gran Duca Gabriel Costantinovich Romanov, uno dei pochi superstiti della famiglia dello Zar Nicola II, o alla serie dedicata alla sua amante Rafaela, che svela gli amori bisessuali dell’arstista. Persino Gabriele D’Annunzio si invaghi’ di lei ma la Lempicka lo etichettò come un “orribile nano deforme”.

La Lempicka prende il nome dal suo primo marito. Tamara Rosalia Gurwik-Gorska, dopo un viaggio in Europa, si trasferisce a San Pietroburgo, dove conosce l’avvocato Tadeusz Lempicki. Durante la rivoluzione russa si trasferiscono insieme a Parigi, dove nasce la figlia Kizette. Molti dipinti dell’artista sono ispirati alla figlia. Divorzia dal marito nel 1928. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale l’artista si trasferisce in California e poi a New York col secondo marito, il barone Kuffner, anche lui presente nei suoi ritratti, il quale muore nel 1962. La Lempicka si trasferisce poi in Messico dove muore nel sonno a 82 anni. Tra le opere piu’ conosciute della Lempicka “Autoritratto”(1925) in cui l’artista si ritrae alla guida di una Bugatti verde. L’opera diventa immagine simbolo di un’epoca, emblema della donna emancipata. Il “ritratto del principe Eristoff”(1925). “La belle Rafaela”(1927)con le sue forme ricche di erotismo e sensualita’. “La sciarpa blu”(1930). La sua arte ha una sensibilità molto viva nonostante le linee decise, più morbide nelle figure di donne, più nette in quelle di uomini. Una pittura liscia e meticolosa, unica e originale come lei, che conferma dicendoci: “avevo un pincipio: non copiare mai. Crea uno stile nuovo, colori chiari,luminosi; scopri l’eleganza nascosta nei tuoi modelli”.

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