Roma, giovedì 9 giugno 2011- Classe 1975, Fabio Colella è ritenuto uno dei migliori batteristi italiani. Artista versatile e poliedrico, ha collaborato con molti musicisti di fama nazionale ed internazionale tra cui Neil Zaza (con il quale ha girato il mondo in tour e che l’ha definito “My favourite drummer in the world” ), Simona Molinari (con la quale è stato a Sanremo 2009 ed ha registrato i suoi due album, tra cui l’ultimo Croce e Delizia), Fabrizio Bosso, Bill Smith, Tony Monaco, Baobab International Orchestra, Ornella Vanoni, Irio De Paula, Flavio Boltro, Bepi D’Amato (uno dei migliori clarinettisti), Pippo Guarnera, Bob Stroger e tantissimi altri.

Colella ha iniziato suonando hard rock e heavy metal per appassionarsi, in seguito, a molti altri generi fino ad arrivare al Jazz. Considera la chitarra il suo secondo strumento ed ha studiato pianoforte perché sostiene che per un batterista sia fondamentale suonare anche uno strumento melodico-armonico, che permette di sviluppare una sensibilità musicale adeguata rispetto ad altri strumenti. La sua musica è un mix di generi che si fondono tra loro e che non si etichetta, ma si può collocare in un’area di interesse nord europea per la caratteristica libertà di esecuzione compositiva. Spaziando dal rock al pop, dal jazz alla world music garantisce ai musicisti con cui collabora il groove giusto al momento giusto, a prescindere dal genere e dalla situazione. “Sono un batterista che suona con le orecchie aperte – spiega lo stesso Colella – intendo dire che non mi interessa mai suonare il mio strumento fine a se stesso. Le mie performance devono servire a creare un discorso artistico. […] Quando suono cerco sempre di raccontare una storia, la mia storia, e non manco mai di rispetto al musicista che sale su un palco con me”.

L’anno appena trascorso è stato sicuramente ricco di impegni e soddisfazioni per l’artista abruzzese che lo ha visto suonare con Neil Zaza, Simona Molinari, Stan Skibby, Fabrizio Bosso, Bepi D’Amato (con il quale ha da tre anni una intensa collaborazione e registrerà il suo primo disco solista), Eric “Guitar” Devis e Luca Giordano, promessa del blues. Ma, soprattutto, è uscito il suo primo album da solista, Real X, che lo ha impegnato in un tour promozionale in tutta Europa.

Prodotto da Audacia, di Aldo e Giuseppe Stornelli, e in vendita dal 7 dicembre 2010 (è stato nella top ten di iTunes per una settimana raggiungendo il sesto posto), Real X racchiude, in 25 brani, più di vent’anni di esperienze musicali e di vita di Fabio Colella. E’ un album maturo che fonde al suo interno gioie e dolori con generi musicali tra i più eterogenei: dalla musica classica al jazz, dal rock al pop, da quella latina fino alle sonorità etno e funk. Il suo lavoro regala un percorso musicale coeso grazie anche al brano Real SW che, ripetuto in più versioni strumentali, fa da filo conduttore all’intero album.

I brani sono stati tutti composti da lui, tranne tre cover (Maiden Voyage di Harbie Hancock, Afro Blue di Mongo Santamaria e Tiritoc di Nando Citarella) e alla registrazione hanno partecipato Simona Molinari, che canta Un cielo nuovo, Fabrizio Bosso, Neil Zaza, Tony Monaco, Raffaele Pallozzi, Maestro Mistheria e altri. La Città Metropolitana ha incontrato Fabio Colella per voi.

Ciao Fabio. Ci potresti raccontare com’è nata la tua grande passione per la musica e, in particolare, per la batteria? I miei genitori mi raccontavano che quando ero un bambino battevo continuamente dappertutto, soprattutto sulle pentole da cucina! Io ricordo che a nove anni cominciai a mettere da parte i soldi per comprare la batteria; dopo 3 anni di sudati risparmi (e gelati non mangiati) riuscii a comprarla. Ero un predestinato…

Quali musicisti hanno influenzato la tua formazione e il tuo stile? E’ sempre difficile per me rispondere a questo tipo di domande perché sono veramente troppi i musicisti che mi hanno influenzato. Se cominciassi a fare i nomi dei batteristi che ho ascoltato e studiato non basterebbe un giorno intero! Posso però girare attorno alla domanda dicendo che il primo batterista che avrei voluto essere quando ero ragazzino era Nico Mc Brain degli Iron Maiden (all’epoca ero un metallaro); poi ebbi la folgorazione con il primo disco di jazz che acquistai ed era un live di Art Blakey e The Jazz Messengers. All’epoca scoprii anche Spectrum di Billy Cobham che è ancora uno dei pochissimi album di batteristi solisti che amo ascoltare.

Nel corso di quasi vent’anni di carriera, numerose ed importanti sono state le tue collaborazioni con grandi artisti. C’è qualche musicista in particolare con cui non hai ancora avuto modo di suonare, ma con il quale ti piacerebbe avviare una collaborazione artistica? Anche qui è difficile rispondere… Il mio sogno è quello di ascoltare una orchestra sinfonica che esegue le mie composizioni più classiche, quindi mi piacerebbe conoscere un direttore d’orchestra che possa realizzarlo. Chissà se un giorno potrò avere questa opportunità…

Parliamo ora di Real X, il tuo primo disco da solista uscito il 7 dicembre 2010. Com’è nato questo progetto musicale? REAL X è il racconto della mia vita. Il riff del basso di FANKIO lo scrissi all’età di 14 anni mentre BETTELLA è il più recente e risale a poco più di un anno fa; oltre 20 anni di composizioni, idee, delusioni, gioie, dolori, passioni, amori… E’ un album vero, sincero, senza compromessi nel bene e nel male. La mia vita fino ai 35 anni messa a nudo. A rendere ancora più forte questa genuinità sono le collaborazioni dei musicisti che hanno partecipato alle registrazioni; tutti gli artisti presenti nell’album, dai più famosi ai meno noti, sono persone che hanno condiviso con me esperienze di vita e professionali quindi che fanno parte del mio racconto. Sono fiero di questa sincerità della mia storia a prescindere dalla validità del discorso artistico.

Che significato ha il titolo Real X? C’è un doppio significato: la prima volta che mi venne in mente di realizzare un album fu quando scrissi e realizzai il brano Real SW; lì cominciai a pensare che avevo qualcosa da dire e avevo il dovere di farlo. Questo brano, tra l’altro, accompagna tutto il disco tornando ogni tanto in una piccola versione diversa dalla precedente, una specie di promenade da una parte all’altra del disco. Non volevo però dare all’album il titolo di un solo brano perché sarebbe stato mortificante per tutte le altre composizioni che ritengo importanti in egual misura quindi ho scelto l’incognita X che rappresenta anche, in numeri romani, i dieci anni che ho impiegato per registrare il disco!

Il 2 gennaio scorso hai suonato sul palco dell’Auditorium di Trasacco, tuo paese di origine, per la presentazione del disco. Che sensazioni hai provato nel promuovere il tuo lavoro di fronte a quel particolare pubblico? E’ stato bellissimo innanzitutto perché, suonando a Trasacco, ho potuto farlo davanti ai miei genitori ai quali devo tutto; a loro dedico la mia musica e non avrei potuto averli con me se avessi suonato altrove quel giorno. E’ stato bello vedere tanta gente venire da molto lontano per venire al mio concerto nel mio paese e ringrazio sia chi si è messo in viaggio per onorarmi della sua presenza sia i miei concittadini che mi hanno fatto sentire un calore incredibile attorno. Io viaggio molto e vivo poco il mio paese; quel giorno ho avuto un rapporto molto intimo con la mia terra.

In cosa sei impegnato attualmente? Suono ancora con Simona Molinari (tra poco uscirà il nuovo album) con la quale ho avuto anche l’onore di suonare al mitico Blue Note di Tokio nel gennaio 2011; è nato un progetto, il Deep Blues Trio, con Luca Giordano e Fabrizio Ginoble che mi sta appassionando tantissimo! Saremo  anche in tour ad agosto con il mitico JW Williams… Continuo poi a suonare con un sacco di artisti, anche se quest’anno ho dato un grosso “taglio” alle mie collaborazioni. Sono stanco di suonare con tutti ed ho voglia di avere meno progetti, ma tutti artisticamente validi e stimolanti. Sarà perché ormai ho anche un progetto solista ed ho cambiato impostazione nel mio lavoro… Ho anche tantissimi allievi e molti di loro mi dànno tante soddisfazioni.

Progetti futuri? Ho scritto i brani per il mio prossimo album che sarà ovviamente molto diverso dal precedente. Per ora posso dire che ci sarà il mitico Tony Monaco all’hammond! Altre indiscrezioni non posso farle al momento… Quest’anno uscirà anche il primo album solista di Luca Giordano nel quale ho avuto il piacere di suonare con Bob Stroger, Sax Gordon, Chris Cain, Pippo Guarnera. Ho anche ripreso a studiare seriamente la chitarra classica e chissà che questo non influenzi qualche mio lavoro futuro… Vedremo!

 

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