Frascati, lunedì 2 gennaio 2012 – “25:35” è il titolo dell’originale mostra fotografica, che è stata inaugurata lo scorso 17 dicembre nel Chiostro del Convento di San Bonaventura a Frascati e che mette al centro dell’attenzione i luoghi degli outsider. Quegli stessi luoghi che, per chi vive nei binari della “normalità”, sono “non luoghi”, ma che una volta usciti dalle consuetudini si trasformano in “domus a volta celeste”, in case a cielo aperto. Il tema è di scottante attualità, dato che la soglia di povertà s’innalza ogni giorno di più, inglobando sempre nuove persone e famiglie, che rimangono escluse e relegate in una zona d’ombra e di vergogna. Il non vedere un problema non significa che non esista o che non ci riguardi. Gli autori della mostra, che sarà visitabile fino a martedì 10 gennaio 2012, sono i giovani fotografi Ugo Salerno, Andrea Pilia, Filippo Arena, Filippo Di Rosa, Salvatore Femia. L’esposizione è a cura di Agata Chiusano.

«La mostra “23:35” indaga attraverso scatti e istantanee di grande suggestione la personalità dei protagonisti, messa in risalto attraverso particolari e tagli visivi accattivanti, come solo sanno fare i grandi fotografi, i luoghi del “degrado” e gli antieroi della contemporaneità e del Terzo Millennio – dichiara il Sindaco Stefano Di Tommaso -. Si tratta di un evento di grande originalità, che ha visto gli autori della mostra condividere con i Frati francescani l’incontro con quanti vivono ai margini, e sono orgoglioso che sia stato ideato, realizzato e presentato nella mia Città, che da una particolare e concreta attenzione per le problematiche sociali, perché oltre a soffermarsi su quanti oggi vivono ai margini dell’indigenza, focalizza l’attenzione anche su uno dei luoghi di speranza: il Convento Francescano di San Bonaventura, con i frati e i volontari, a cui va il mio più sentito ringraziamento, spazio di quotidiano sostegno e conforto, ma che per l’occasione si trasforma anche in luogo di simbolico “riscatto sociale” attraverso l’incontro con l’arte. Ringrazio pertanto la comunità dei Frati francescani per la grande opera di bene che svolgono tutti i giorni e Agata Chiusano che ha curato e ideato questa esposizione».

«La mostra “25:35” deve il suo titolo a Matteo 25:35: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato” – dichiara la curatrice dell’esposizione Agata Chiusano -. Però il senso è anche una matrioska, “25:35” sembra un orario, che però non esiste, se non nell’universo dell’arte, infatti è il titolo di un film di Spike Lee, ispirato all’omonimo romanzo di David Benioff, in cui nello spazio temporale immaginario della 25° ora il protagonista ha una chance onirica di riparare i danni commessi e di rifarsi una vita. È l’ora per chi è fuori orario e il tempo si è fatto liquido come gli orologi di Dalì».

I cinque giovani fotografi, protagonisti degli scatti, hanno affrontato con prospettive differenti l’esperienza della realtà, che ruota attorno alla mensa per i poveri, curata dai frati francescani. Le immagini diventano così le coordinate per un viaggio di conoscenza del mondo che ruota attorno alla mensa per i poveri. I volti, i luoghi, le persone e i gesti sono indagati e testimoniati mantenendo lo sguardo nella fragile soglia in bilico tra arte e documentazione, tra empatia e descrizione, evitando gli insidiosi e al contempo seducenti scogli del déjà vu e del curioso voyeurismo sulle disgrazie altrui. Parte del ricavato della vendita dei cataloghi e delle foto sarà devoluto a favore della mensa francescana di Fra Diego Oddi.

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