Roma, giovedì 30 giugno 2011 – Dal 7 luglio all’8 gennaio presso il Museo Luzzati nel Porto Antico di Genova sarà allestita la prima mostra in Italia sui celebri cartoon di Guillermo Mordillo. L’inaugurazione della mostra si terrà giovedì 7 luglio alle ore 18.00 e per l’occasione, oltre l’autore, sarà presente una parata di bambini ed attori che sfileranno nei panni dei personaggi creati da Mordillo e Altan, organizzata dal Teatro dell’Archivolto. Figlio di genitori spagnoli ma argentino di nascita, Mordillo ha sviluppato fin da bambino la passione per il disegno. E’ stato a Lima che ha iniziato a disegnare per agenzie pubblicitarie, divenendo poco a poco conosciuto in tutto il mondo, da New York – dove ha animato Braccio di Ferro – a Parigi. E proprio negli Stati Uniti, il cartoonist ha sviluppato le sue prime vignette: “le vignette sono mute perché quando ho iniziato a farle ero appunto negli Stati Uniti. Ero in un paese di cui non conoscevo bene la lingua e dovevo fare vignette umoristiche su cartoncini d’auguri. Può capire che dovevo esprimermi in pochissimo spazio e non usando le parole. Mi sono poi abituato a lavorare così” ha dichiarato Mordillo in un’intervista. Un problema iniziale, quello dell’inglese, poi trasformatosi in motivo di successo. I suoi disegni riescono a trattare con assoluta leggerezza temi di ampio respiro, come il rapporto tra i due sessi, le relazioni cittadine, il mondo animale, lo sport.

Tra i molti premi vinti dall’artista, sono da ricordare il “Best Cartoonist of the year” al Salone internazionale dell’Humour di Montréal (1977), le “Palma d’Oro” vinte al Salone dell’umorismo di Bordighera nel 1977 e nel 1983, il “ Premio Andersen” a Sestri Levante (1985) e la “Medaglia d’oro” al Salone dell’umorismo di Tolentino (1995).  Molti premi, molti disegni : “Ne ho realizzati più o meno 6000. Voglio però aggiungere che Mordillo esiste da quando ho quarant’anni, nel senso che quando avevo quarant’anni ho sviluppato lo stile Mordillo, prima facevo si il disegnatore, ma non avevo un mio stile preciso – spiega l’autore – Nella mia vita ho fatto di tutto, illustratore, animatore, ho lavorato per la pubblicità. Ero andato negli Stati Uniti per fare cartoncini d’auguri, quelli che si spediscono per compleanni, matrimoni e così via. Li si è raffinato il mio stile in quello che è diventato oggi. Sono partito dall’idea di patata e l’ho sviluppata. In fondo tutti i miei personaggi sono patate.”. Una mostra che riporta indietro nel tempo, capace di unire grandi e piccoli.

Simona Passeri Leoni

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