Roma, venerdì 1 luglio 2011 – Vivere in scena un attimo della propria esistenza, vedere gli occhi coperti di lacrime o gioia e nel parlare l’emozione di un bimbo. Vedere gli attori gettarsi in basso con violenza richiamando l’attenzione del pubblico verso il dolore, per poi abbandonarsi leggeri a mimica festosa, è il teatro vibrante di Paolo Perelli. È quant’è accaduto in occasione dello spettacolo denominato “Il Soliloquio Magiko” tenutosi domenica 26 di giugno 2011 in Piazza Anco Marzio ad Ostia Lido Roma. Un abile cast di dieci attori sotto la regia di Paolo Perelli ha recato in scena un Happening di teatro di strada drammatico, recitando monologhi tratti da celebri pellicole cinematografiche. Sia che si tratti di dilemma sia di appagamento gli interpreti mostrano la propria interiorità senza veli. Tutti vestiti di bianco, con pantalone e lunga tunica al ginocchio, viaggiano attraverso diverse epoche storiche, agganciandosi ad un’altra realtà per recare in scena la narrazione del sé. Nel far ciò calamitano l’attenzione del pubblico con espressioni di pura poesia. Ora voce narrante, ora guerriero, ora donna che si ribella alle oppressioni del suo tempo, il dialogo con i presenti serve ad ogni singolo attore per entrare in comunicazione con essi, e la rappresentazione diviene un vero e proprio atto di condivisione. La risposta degli astanti non tarda a farsi sentire, quando dei gruppetti di persone rincorrono il singolo attore per riascoltare di nuovo le sue parole, la sua commozione. Attraverso un insolito atto teatrale gli interpreti strappano la piazza all’opprimente quotidianità in un interminabile istante d’introspezione e di sano coinvolgimento emotivo. In un’epoca d’insensibilità generale ha un che di positivo riascoltare la voce del teatro e dell’arte quali magiche alchimie di riflessione.

“Il Soliloquio Magiko” interpretato da Alessandro Bozzi, Viola Creti, Rosanna Guaitoli, Domenico Marretta, Giulia Menici, Matteo Pasquinelli, Micaela Sangermano, Liliana Stanziani, Lavinia Ventura, Francesca Venturi, per la regia di Paolo Perelli.

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