Benedetto decimo sesto conclude oggi la settimana in Camerun e Angola, dove ha incontrato i vescovi di ogni paese del Continente Nero e ha constatato la forte religiosità di un Paese sottosviluppato

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Roma, martedì 24 marzo 2009 – Il Papa rientra oggi dalla sua prima visita in Africa. Come cardinale, Ratzinger si recò in Africa nell”87. Dal 17 ad oggi 24 marzo, è stato accolto con grande cordialità in Camerun e Angola, dove ha lanciato il suo appello alle nazioni sviluppate, concentrate sulla crisi economica, perché non dimentichino il continente in cui milioni di persone lottano continuamente per la sopravvivenza. Qui, la guerra, la corruzione, nonché le difficili relazioni tra cristiani e musulmani sono le problematiche più sentite. Papa Ratzinger ha incontrato i vescovi di ciascun paese dell’Africa. Ha affermato: "Intendo idealmente abbracciare l’intero continente africano: le sue mille differenze e la sua profonda anima religiosa; le sue antiche culture e il suo faticoso cammino di sviluppo e di riconciliazione; i suoi gravi problemi, le sue dolorose ferite e le sue enormi potenzialità e speranze".

Ha quindi aggiunto: "In particolare, penso alle vittime della fame, delle malattie, delle ingiustizie, dei conflitti fratricidi e di ogni forma di violenza che purtroppo continua a colpire". Eppure, la fede qui non manca, anzi, la popolazione cattolica africana, nello scorso secolo, è aumentata da due milioni nel 1990 a 140 milioni nel 2000, mentre i cattolici praticanti, al contrario, nel mondo sviluppato, diminuiscono sempre più. I gruppi umanitari e le organizzazioni Onu avvertono che, in questo difficile momento, i paesi donatori sono fermi, parallelamente alla crisi dell’economia. Non ci sono ancora quei miglioramenti, in Africa, che facciano intravedere il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo fissati dall’Onu, in merito ai diritti umani, all’uguaglianza, allo sradicamento della povertà, all’ambiente, alla salute e all’istruzione.

Il viaggio del Papa è iniziato dalla capitale del Camerun, Yaounde, in cui ha consegnato l’Instrumentum Laboris della seconda Assemblea speciale per l’Africa del Sinodo dei vescovi, che avrà luogo in Vaticano in ottobre. Qui, inoltre, è stato intenso l’incontro i malati di Aids, malattia che ha ucciso oltre 25 milioni di persone dagli anni ’80, in particolar modo nell’Africa sub-sahariana: 6500 africani muoiono ogni giorno di Aids. Il 19 marzo è stata la volta dei leader musulmani. In Angola, ex colonia portoghese, il suo appello è andato ai negoziati nei paesi che sono ancora in conflitto. Benedetto XVI, ultimamente al centro di continue polemiche, ha ribadito: "La Chiesa non persegue obiettivi economici, sociali e politici, ma annuncia il Vangelo che genera un’irresistibile forza di pace e riconciliazione radicale". Le sue impressioni, al termine di questo viaggio, sono la cordialità "quasi esuberante" degli africani e il loro "forte senso del sacro".

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