La squadra di Delneri non sfrutta la giornata positiva e incassa solo un punto con la Fiorentina. L’autogol iniziale di Motta costringe ad una gara in salita fin dal 4’. Il pareggio arriva solo nel finale, dopo un assalto di 70’. Male Krasic e Aquilani. Bene la difesa che concede poco. Prossima gara contro il Catania di Gianpaolo

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, lunedì 29 novembre 2010 – Alla squadra di Delneri, che incomincia a recuperare tutti gli infortunati, porta male parlare di scudetto. In settimana, in conferenza stampa, il tecnico si era lasciato andare, facendo qualche ammissione sulle reali ambizioni dei bianconeri. Subito smentite dai fatti. Infatti, finisce 1-1 l’anticipo di sabato sera tra Juventus e Fiorentina, che conferma il momento positivo dei viola grazie alla cura di Mihajlovic. Nell’altro anticipo tra Sampdoria e Milan, i rossoneri si erano fermati al pareggio. Una vittoria della Vecchia Signora avrebbe accorciato le distanze dalla prima. Inoltre, alla luce del pareggio interno della Lazio e delle sconfitte di Napoli a Udine e della Roma a Palermo, avrebbe consolidato la propria posizione nei piani alti della classifica. Il match invece si fa subito in salita per i bianconeri, che subiscono autogol su cross di Vargas a 4 minuti dall’inizio. Colpita a freddo da quella che sarà l’unica palla indirizzata nello specchio della porta dai viola nel primo tempo, la Juve ci mette un po’ per ingranare. La Fiorentina, con il solo Gilardino di punta, imbottita di centrocampisti, porta un pressing alto sui difensori, che mette in difficoltà i padroni di casa nel momento di impostare l’azione. A centrocampo i viola raddoppiano sempre su Melo, mentre Aquilani, reduce da un affaticamento muscolare, gioca ma non incide. Sulla destra Krasic risente della personalità di Vargas, il migliore in campo, e non riesce mai ad affondare in velocità o a saltare l’uomo. Solo Marchisio dà prova di grande maturità. Copre, recupera, imposta senza mai sbagliare. Dal 20’ del primo tempo la pressione della Juve si fa insistente, anche se lascia spazio a qualche ripartenza della squadra di Mihajlovic. Ljajic, Santana e Vargas, la mediana avanzata viola, è abile nel tenere palla e giocare in velocità. Ma la difesa della Juve, nonostante alle volte si trovi in parità se non in inferiorità numerica riesce sempre a recuperare.

Nella prima frazione, oltre all’occasione del cross, deviato in porta da Motta (altra prestazione opaca la sua), la Fiorentina conta un solo tiro, finito alto di molto. Sul fronte opposto la Juventus attacca, ma deve fare i conti con i pochi spazi lasciati dai viola, che difendono sempre in dieci. 18-19 uomini in una sola metà campo non consentono possibilità di manovra. Le fasce, sempre presidiate da due giocatori, impediscono il rifornimento alle punte dal fondo. Il sacrificio dei giocatori della Fiorentina costringe alla giocata d’effetto la coppia d’attacco se vuole presentarsi in area, quando capita i viola rischiano il gol. Ma su un campo pesante come quello di sabato, capita poche volte. Il secondo tempo prosegue con l’assalto della Juventus alla porta viola. Con il trascorrere dei minuti, il gol del pareggio viene cercato con sempre più foga. Questo toglie lucidità alla squadra, che ha il grande merito di provarci con costanza senza mai demoralizzarsi, mentre la Fiorentina continua il suo gioco attendista. Che partita avrebbe impostato senza l’inaspettato vantaggio iniziale? Di certo non troppo diversa da quella che poi ha fatto. A Mihajlovic servono punti e morale. Un pareggio a Torino contro questa Juve d’alta classifica (è comunque terza), solida in difesa e ben impostata a centrocampo non si butta via. La calma di Mihailovic in panchina, riflette la tranquillità con la quale i giocatori difendono il risultato. Entra Iaquinta per Del Piero, che pure stava giocando bene, e porta maggiore incisività agli attacchi bianconeri. Lui e Chiellini esaltano le doti di Boruc, portiere polacco che sostituisce l’infortunato Frey, impegnandolo in due grandi parate. È il preludio al gol. Che arriva su punizione di Pepe, quando ormai i tifosi si erano rassegnati alla sconfitta. Dopo il gol gli animi bianconeri si riaccendono, ma negli ultimi dieci minuti di gara il campo, il freddo e le gambe dei giocatori non sostengono la voglia di vittoria. Finisce così in pareggio. Avrebbe forse meritato di più la Juventus, anche se i viola si sono difesi in maniera ordinata. In avanti però non hanno mai impensierito. Unico tiro in porta nel secondo tempo è quello di D’Agostino su punizione al 90’.

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