L’emergenza stupri non si può risolvere e così il premier Berlusconi si arrende: “Ci vorrebbero tanti soldati quante sono le belle ragazze”

di Serafina Cascitelli
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Roma, lunedì 26 gennaio 2009 – La percezione della sicurezza è sorprendentemente varia oltre che politicamente colorata. Appena ieri sull’autobus donne in pelliccia commentavano che ora Roma è pulita «da immondizia e immigrati, appena qualche stupro in qualche quartieraccio, ma niente di che» e infatti una signorona del crocchio scende nella bella e inaccessibile Via Po. Invece, il nostro capo del Governo ammette che la lotta è impari: «dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze. Credo che non ce la faremo mai».

Potremmo pensare di andare incontro ai nostri politici e diventare più brutte o uscire chiuse in uno scafandro con codice di apertura segreto almeno per tamponare, perché la proposta di decuplicare le forze dell’esercito nelle strade, già il ministro Ignazio La Russa pensa a quanti mesi ci vorranno per portare i militari da tremila a trentamila, comunque secondo il premier non sarebbe risolutiva, «anche in uno stato più militarizzato e poliziesco – ammette il Cavaliere – cose di questo genere possono sempre capitare».

Sicuramente immaginiamo che questo sia un simpatico commento del nostro presidente del Consiglio per alleggerire un duro argomento, ma ci sono situazioni dove lo humour è bene tenerlo a freno e infatti è un uomo a farlo dello spirito. Tanto più che nell’ultimo brutto accadimento a Roma, di appena qualche giorno fa, la vittima, forse anche una bella donna, non è una ragazzina, così avvenne anche nello stupro della donna in vacanza in tenda, intorno ai 50 anni.

Non costringiamo le donne alla disperazione di farsi giustizia da sole, come ha affermato una ragazza, questa volta giovane per davvero, di appena 25 anni «Se non fanno giustizia come si deve, io giustizia me la faccio da sola», presa dall’angoscia di vedere che l’incriminato è agli arresti domiciliari. Non lasciamo ai papà il compito di vendicare la violazione della propria figliola o ad un fidanzato, perché sono anche queste azioni violente che perpetuano una spirale di dolore. Per la difesa dei cittadini c’è lo stato, anche se sembra in realtà che il Governo contempli come quasi danno collaterale della nostra società lo stupro di una donna. Non ci si chiede però perché questo grave atto di violazione sia diventato ordinario; sembra che la donna sia percepita come un oggetto, una bella bambola svestita in prima serata in televisione, quando viene inquadrata dal basso e in dosso dei completini da danza, mentre il conduttore ha maglioncino e giaccia e viene naturale farsi una stupida domanda: lei sentirà freddo o lui sentirà caldo?

La patata bollente passa alle donne: cosa propongono per la salvaguardia della propria incolumità? Corsi di kick boxing finanziati dallo Stato o campagne per esortare le donne ad avere in borsa, insieme agli immancabili rossetto e salvaslip, una bomboletta di spray al peperoncino, in fondo la usano già i vigili urbani ad Asti, magari le prime 1000 gratis alle donne più a rischio, secondo una classifica delle più belle d’Italia. Così 999 bombolette saranno il premio di consolazione a quelle che a casa del patron Mirigliani non ce l’hanno fatta.

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