All’Inter che umilia i rossoneri con un secco 4-0, risponde la Vecchia Signora che vince 3-1 fuori casa contro una Roma poco solida e centrocampo e in difesa. Diego (2 gol) e Melo i nuovi acquisti si dimostrano determinanti. Gap colmato con i nerazzurri

di Thomas L. Corona
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Roma, Domenica 30 agosto 2009 – Se i tifosi interisti pensavano che lo scudetto fosse un’altra corsa in solitaria, dopo la prova di forza nel posticipo di sabato contro il Milan, si devono ricredere perché la Juventus c’è. Attesa a Roma da una squadra che aveva perso la prima di campionato e desiderosa di rifarsi davanti al suo pubblico, la Juve non ha mai dato la sensazione di debolezza, ma al contrario di forza e di calma. Tra le principali virtù la buona disposizione in campo, con un modulo che prevede il rombo centrocampo e che sembra essere già stato assimilato, nonostante la decennale esperienza con il 4-4-2. I bianconeri sono passati in vantaggio meritatamente al 24’ grazie ad uno svarione a centrocampo di Cassetti, che ha regalato palla a Diego. Il brasiliano si è involato per 40 metri, resistendo ad un intervento di Riise e depositando dolcemente la palla in rete nell’angolino più lontano con un morbido tocco di esterno destro. Gol meritato che sembra stendere la Roma, incapace di reagire nell’immediato, e che pareggia con un gran tiro da fuori di De Rossi, sfruttando l’ingenuità dei bianconeri su una punizione a centrocampo. Un gol di rapina. Il primo tempo finisce così 1-1 e anche se Totti poco prima del 45’ si fa parare una conclusione a tu per tu con Buffon, la sensazione è che la Juve sia più squadra e abbia molta più qualità in tutti i reparti, specialmente a centrocampo, dove manca ancora una diga come Sissoko.

Nel secondo tempo la partita è ancora in mano alla Juventus, anche perché si trova davanti una Roma più guardinga che sorniona, attenta a coprire gli spazi evitando gli inserimenti dei centrocampisti bianconeri. Alla mezzora però, dopo due salvataggi di Bertagnoli su Amauri, un velo di Iaquinta libera ancora il fantasista bianconero, che trafigge il giovane portiere giallorosso, al debutto in campionato. Dopo il nuovo vantaggio la Juve però rallenta e ripiega, chiudendo tutti gli spazi e rischiando anche qualcosa sulle incursioni dei centrali romanisti. La squadra di Spalletti tenta infatti una reazione di orgoglio e lo stesso allenatore prova il tutto per tutto, facendo entrare Vucinic e Curti. La Juve attaccata dimostra di non essere ancora capace di gestire al meglio la fase del possesso palla con svarioni a centrocampo, soprattutto di Felipe Melo e Camoranesi (entrato al posto dell’acciaccato Marchisio), che non vengono sfruttati a dovere dalla Roma. Un gran tiro di Totti viene fermato dal palo. Sarebbe stato il pareggio. Invece nel finale con un perfetto inserimento Felipe Melo fissa il risultato sul 3-1 per i bianconeri.

Per la Roma c’è ancora molto da rodare, anche se alla squadra di Spalletti sembra più che altro mancare il carisma necessario. La qualità e gli schemi ci sono, manca la convinzione di essere comunque una grande squadra e forse un vero centravanti di sfondamento. Un Gilardino o un Toni, tanto per intenderci. Ma sarebbe bastato anche un Floccari o un Cavani. Uno insomma in grado di gestire la palla e di far salire la squadra, capace anche di colpire di testa al centro dell’area. La Juventus invece deve ancora schierare il centrocampo ideale. Con Marchisio, Melo e Sissoko dietro e Diego che torna a prendere palla il rombo bianconero può far paura anche all’Inter. In difesa fa bene la coppia centrale e sulle fasce meglio Grygera che De Ceglie. Domani però arriva Grosso e forse a gennaio Rafinha. Ormai il gap con i nerazzurri è stato colmato.

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