Nel anticipo serale brillano Lazio e Juve, protagoniste di una bella gara all’Olimpico. Vince la Vecchia Signora, ma la squadra di Lotito meritava il pari. Nel pomeriggio Livorno e Milan fanno 0-0. I rossoneri non convincono e Ronaldinho delude ancora nel ruolo di trequartista

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, domenica 13 settembre 2009 – Un beffardo calendario pone di fronte negli anticipi della 3 giornata Leonardo e Ferrara. Milan e Juve giocano entrambe fuori casa, ma la partita più impegnativa la devono affrontare i bianconeri, che tornano a Roma contro la Lazio, una delle squadre più in forma di questo inizio di Campionato. I milanisti invece sulla carta sono più forti del Livorno e hanno da sbrigare una formalità. La sfida a distanza conferma però quanto visto nella preparazione estiva. Da una parte un Milan senza gioco e personalità non riesce ad essere squadra e subisce le iniziative degli amaranto. Dall’altra una Juve compatta e tosta, capace di soffrire, ma anche di graffiare quando uno meno se lo aspetta. Partiamo dalla gara dell’Olimpico, la più bella e entusiasmante e che al di là del risultato, 2-0 per la Juventus, ha messo di fronte due squadre in forma e ben disposte in campo. Il risultato più giusto sarebbe il pari, tenuto conto di un gol annullato a Mauri allo scadere del primo tempo per fallo di Cruz su Legrottaglie.

La Lazio di Ballardini appare subito aggressiva, con una difesa alta e pressing asfissiante a centrocampo. Un forcing studiato appositamente per la gara e condotto dai centrocampisti biancocelesti con diligenza tattica. La Lazio però non riesce a concretizzare la lunga supremazia territoriale. Si fa sentire l’assenza di Zarate in avanti, mentre uno strepitoso Buffon salva la sua porta in quattro limpide occasioni solo nel primo tempo. Pressati a centrocampo, i bianconeri non riescono ad innescare Diego, che deve uscire prima del break per un dolore alla coscia sinistra. La Juve, pur giocando a tratti, è pericolosa in almeno tre occasioni, a dimostrazione del potenziale offensivo di quest’anno e del carattere cinico della formazione di Ferrara. Nella ripresa, dopo altri 20 minuti di supremazia, i padroni di casa calano e la Juve ne approfitta con Caceres, al debutto in A, che sigla un gran gol da fuori area. La reazione dei laziali non è incisiva e a tempo scaduto Trezeguet raddoppia. La Juve espugna l’Olimpico per la seconda volta nel giro di due settimana, fa sua una gara che la Lazio ha dominato per circa 60 minuti e vola in testa a 9 punti. Un pareggio sarebbe stato più giusto.

Il Milan invece non va oltre il pari a Livorno, contro una provinciale che lotta per la salvezza. Questo la dice lunga sul gioco espresso dalla squadra di Leonardo, che schiera Seedorf a centrocampo e in avanti Huntelaar, anche lui al debutto in A, affianca Pato. Ronaldinho nel ruolo di rifinitore avanzato offre la solita prova opaca e priva di guizzi. Pirlo siede in panchina dopo le fatiche in azzurro; al suo posto Flamini. La formazione si avvicina a quella gradita al Patron rossonero, segno che l’allenatore qualche consiglio lo ascolta. Eppure è il Livorno a fare la partita. A centrocampo Caldreva, un tipetto interessante che sostituisce Diamanti, impensierisce in due occasioni il portiere rossonero. Il Milan privo di schemi e di fantasia impegna De Lucia con il solo Pato. Al primo tempo di netta marca livornese, che avrebbe meritato il vantaggio, segue una ripresa ancora in favore degli amaranto. Leonardo corre ai ripari. Entrano Inzaghi per Huntelaar, Pirlo per Ronaldinho e Abate per Flamini e la partita cambia. Pirlo coglie la traversa su punizione, Inzaghi spreca una ghiotta occasione a tu per tu con il portiere e la spinta offensiva di Abate mette a dura prova la difesa livornese, che nel finale stringe i denti, rimane ordinata e conquista un punto d’oro. Il Milan, dopo la serata dell’Olimpico, si ritrova a cinque punti dalla capolista Juventus in sole tre giornate, e il limbo in cui è precipitato dalla partenza di Ancellotti non sembra avere fine.

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