Lazio

Nelle ultime sei gare,due sconfitte e quattro pareggi, compreso l’1-1 dell’ultima giornata con la Sampdoria. Centrocampo con problemi ad esprimere le potenzialità. Commozione sugli spalti per il ricordo dello scomparso giornalista Gianni Elsner

 

 

Laziodi Gipro

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Roma, domenica 18 ottobre 2009 Dopo la sosta per ildoppio impegno della nazionale italiana, mondiali del Sudafrica 2010, dallaLazio ci si attendeva una vittoria, ma così non è stato. La formazione biancoceleste non riesce a centrare la vittoria casalinga dalla prima giornatacontro l’Atalanta e non conquista l’intero bottino dalla seconda di campionatoin trasferta a Verona con il Chievo. Nelle ultime sei gare la formazione di Ballardini ha conquistato quattro pareggi e due sconfitte, numeri preoccupanti che hanno spinto la Lazio a ridosso della zona pericolosa della classifica. Nella gara odierna la Lazio ha confermato le lacune tattiche che già aveva evidenziato in altri incontri, il rombo, 4-3-1-2, con i calciatori che attualmente schiera la Lazio non può essere la giusta soluzione da adottare di fronte all’avversaria di turno.

Il centrocampo è il settore che non riesce ad esprimere le proprie potenzialità: Baronio nel cercare di contrastare il diretto avversario si riduce spesso a far il quinto uomo della difesa, lasciando sguarnito il centrocampo in fase di regia; Brocchi canta e porta la croce con continui rincorse agli avversari di turno, perdendo il fiato e mancando di lucidità; l’oggetto misterioso Mauri appare svagato, lento e impacciato e spesse volte lascia il fianco alle ripartenze degli avversari; ed infine Matuzalem, nel tentativo di innescare le punte, a volte rimane fuori dal gioco ed è così inevitabile la sortita in avanti per concludere a rete. Ballardini non è riuscito a sottrarsi da questo equivoco tattico e contro i doriani ha rinunciato del tutto a Foggia, che avrebbe potuto dare la quadratura del cerchio. Nota di demerito per il direttore di gara Orsato che ha influito pesantemente sulle sorti dell’incontro, riuscendo nella difficile prova di sbagliare per entrambe le formazioni con decisioni al limite del ridicolo.


La gara

Commozione sugli spalti, prima dell’inizio della gara, con Baronio che deposita una maglia biancoceleste nel posto che ogni domenica occupava Gianni Elsner, indimenticato giornalista scomparso qualche giorno fa. Buono il ritmo di inizio gara con le due formazioni che giocano a viso aperto senza esasperati tatticismi. Zarate e Palombo provano ad impensierire gli estremi difensori, ma al 10’ è Cassano a tentare la giocata da fuori area, ma Muslera non si fa sorprendere. Dall’azione successiva Zarate fulmina due avversari, ma conclude di poco a lato. I doriani crescono con il passar dei minuti e un super Muslera chiude in due occasioni la porta a Mannini e Padalino. È sempre Maurito a tentare la conclusione a rete ed a impensierire Castellazzi, ma al 39’ il solito Pazzini punisce la Lazio e sigla 1-0. La Lazio non sbanda, ma è pronta ed immediata la reazione con Matuzalem che realizza il pareggio.

Nei minuti finali del primo tempo brivido per i laziali con Cassano che su calcio da fermo prova a realizzare il raddoppio, ma la palla sfiora la traversa. Nella ripresa la Lazio prende in mano le redini del gioco e con il capitano Rocchi, in due occasioni, prova a siglare il raddoppio, ma la mira del centravanti laziale non è delle migliori. La Lazio non demorde e si getta in avanti alla ricerca della vittoria, ma Kolarov e Matuzalem, non riescono a superare l’estremo difensore blucerchiato. La svolta negativa della gara per i laziali è l’immeritata espulsione di Baronio, che in tackle scivolato tenta di anticipare Cassano, che crolla a terra e solo dopo l’espulsione del centrocampista bresciano torna, senza nessun trauma, a calcare il rettangolo di gioco. La squadre tornano in parità numerica (al 9’ della ripresa la Sampdoria era rimasta in dieci per l’espulsione di Padalino), ma nei minuti finali della gara la Lazio tenta il tutto per tutto e prova a superare i doriani. Cruz, subentrato a Rocchi, in due occasioni tenta la via del gol senza successo, ma nei minuti di recupero Mauri, dopo un lungo letargo, con un colpo di testa chiama al miracolo Castellazzi che salva il risultato.


Dopo il novantesimo

In zona mista è Baronio il primo a tentare di conquistare l’esterno dell’Olimpico e con una veloce battuta si congeda dai giornalisti: “Dopo l’espulsione sono stato un signore, sono uscito senza dir nulla, scusatemi ma non poso parlare”. E’ Mauri a commentare il pareggio laziale e a confidarci il futuro: “E’ stata una buona partita, abbiamo creato sei palle gol, ma non siamo riusciti a concretizzare. Il contratto? Voglio la Lazio e il presidente è consapevole di questo mio desiderio, aspetto una decisione di Lotito”. Dopo la cattiva direzione di Orsato, è il solo Brocchi a spendere parole quasi di elogio per il direttore di gara di Schio: “Non amo discutere le decisioni dell’arbitro, ma Orsato è uno dei migliori arbitri d’Italia. Ci manca davvero poco per poter essere una buona squadra”.

Per i doriani è Lucchini a commentare l’esito della gara con un pizzico di polemica: “Abbiamo giocato un buon incontro; entrambe le formazioni volevano vincere, ma la gara è terminata in pareggio. Visti i torti arbitrali – i doriani recriminano su due calci di rigore – penso che a qualcuno possiamo far paura”.

Di Massimo Marciano

Fondatore e direttore di La Città Metropolitana. Giornalista professionista, youtuber, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura è nata con i temi in classe al liceo e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.

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