La Lazio supera l’Udinese e conquista il quarto posto che significa Champions. A sei domeniche dalla fine del campionato, la Lazio dovrà evitare ulteriori passi per falsi per non gettare al vento un’ottima stagione, sempre vissuta da protagonista. Un calendario che non appare facile per gli uomini di Reja che dovranno disputare 4 trasferte (Catania, Inter, Udinese e Lecce) e due gare casalinghe (Juventus e Genoa). Dopo l’immeritata sconfitta con il Napoli, la Lazio ha saputo immediatamente riscattarsi e con due reti realizzate, una per tempo, da Hernanes e Floccari, ha liquidato un deludente Parma, in cui il solo Giovinco ha provato in diverse occasioni la via del gol, ma uno strepitoso Muslera ha negato la marcatura all’ex juventino. La Lazio si è schierata in campo con il 4-3-1-2 per dar maggiore spessore all’attacco. Muslera tra i pali, linea difensiva composta da Lichtsteiner, Stendardo, Dias e Garrido. Alle spalle del trequartista Hernanes, il tecnico friulano ha schierato un trio tutto muscoli e qualità: Bresciano-Ledesma-Brocchi. In attacco è stata affidata alla coppia Zarate-Sculli il compito di finalizzare la mole di gioco prodotta dalla formazione biancoceleste.

La gara

La Lazio ha osservato un minuto di silenzio per la scomparsa di Bob Lovati, ex portiere della Lazio nel dopoguerra. Uomo che ha speso la sua vita all’interno della società laziale. Ma oltre allo scomparsa di Bob Lovati, è scomparso Maurizio Galvani, giornalista del Manifesto. Oltre che un collega, se n’è andato un caro amico con cui ho condiviso i momenti della nostra amata Lazio. Ciao Maurizio. Nel primo tempo è la Lazio a fare la partita e a rinchiudere il Parma nella propria metà campo. Il ritmo della gara è lento e la Lazio non riesce a trovare gli spazi nella sovraffollata difesa avversaria. Alla prima vera occasione da rete, al 22’, la Lazio passa in vantaggio: è Zarate ad ispirare la manovra e a servire Brocchi, è pronto l’assist dell’ex milanista per Hernanes che dal limite dell’area di rigore realizza il vantaggio laziale. La Lazio con il passar dei minuti si smarrisce e a centrocampo soffre la maggiore intraprendenza degli ospiti. Dopo una conclusione senza pretese dell’ex granata Dzemaili, è Giovinco a rendersi pericoloso in due occasioni, ma Muslera compie due miracoli e la Lazio guadagna gli spogliatoi in vantaggio.

In apertura di ripresa il tecnico Reja sostituisce Bresciano, positiva la prova dell’ex rosanero, con Gonzales ed “El Tata” non delude le attese del mister friulano. Trascorrono i minuti senza particolari sussulti e al 23’ è Sculli, da buona posizione, a sfiorare il raddoppio con un diagonale che fa la barba al palo. Trascorrono una manciata di secondi e Zarate in azione di contropiede si presenta in area di rigore, ma viene atterrato dal suo avversario. Mazzoleni sorvola e sfuma l’ennesimo calcio di rigore negato dalla classe arbitrale che, in questo anno, è stata particolarmente sfortunata con i laziali. Alla mezz’ora è Floccari, lanciato da Lichtsteiner, a scattare sul filo del fuorigioco e a siglare il raddoppio. Il Parma si sveglia dal torpore di inizio partita e prova a reagire per accorciare le distanze e riaprire la gara. Candreva, Giovinco e Bojinov provano la realizzazione, ma un super Muslera si oppone con bravura alle conclusioni degli ospiti. Nei minuti finali della gara spazio ad Hernanes che, oltre a regalare numeri per i palati fini del calcio, si prodiga per realizzare la prima doppietta italiana, ma il risultato non cambia. Triplice fischio finale che suggella tre punti pesanti per un sogno chiamato Champions League.

Gipro

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