Roma, lunedì 18 aprile 2011 – Finisce a reti inviolate la gara tra Fiorentina e Juventus. Le due rivali storiche si sono affrontate senza troppi tatticismi, dando vita a duna bella partita ma con poche emozioni. Il merito è tutto dei Viola, che hanno interpretato la gara in chiave fisica, sovrastando per tutto il primo tempo i bianconeri a centrocampo. Delneri presenta la stessa formazione vincente delle ultime uscite. Ritorna Grosso sulla sinistra al rientro dalla squalifica. Per il resto Matri unica punta a reggere l’attacco juventino. Ma questa volta l’organizzazione di gioco della fiorentina non consente alla Juventus di affondare i colpi. La mediana di Delneri colpita dal pressing dei viola, che hanno in Berhami, Vargas e Montolivo i migliori elementi, non riesce mai ad essere pericolosa. Proprio Montolivo, nuovo pilastro della nazionale, è autore di una gara di grande qualità, per i tanti palloni giocati, per le geometrie che ha saputo dare al centrocampo viola e per i lanci sempre precisi. A voler fare paragoni ricorda Totti ma con maggiori capacità tattiche. La difesa attenta inoltre ha sempre messo in fuori gioco l’attaccante bianconero, impedendo gli inserimenti dei cursori Pepe, Marchisio, Krasic. Sul fronte opposto buona la prestazione di Melo e di Aquilani (anche se lo scontro tra i due registi l’ha vinto senz’altro Montolivo, non a caso uomo mercato delle prossime strategie bianconere) e della difesa, che nel risveglio primaverile che sta interessando la squadra di Delneri, non aveva ancora fornito una dimostrazione convincente. Il reparto infatti ha dato prova di solidità e di forza con Motta e Bonucci tra i più ispirati, ma di fronte aveva un squadra come la Fiorentina a segno solo 38 volte.

La supremazia di gioco e di geometrie viola, anche se la circolazione di palla bianconera non ha demeritato, a parte un paio di tiri pericolosi fuori dello specchio della porta, non ha mai impegnato Buffon, che ha chiuso la prima frazione senza fare una parata. Primo tempo sereno anche per Boruc, il portiere viola. È nella ripresa però che la Juve alze il baricentro, complice la stanchezza della mediana di Mihailovic. Ad inizio Bonucci su azione da calcio d’angolo non imprime forza al colpo di testa da pochi metri. È l’occasione più nitida della gara. Un quarto d’ora più tardi Del Piero, al rientro da un lieve infortunio, impegna il portiere viola, che si salva con una grande parata. Dopo non succede più nulla davanti, anche perché calano i centrali bianconeri. Questo permette alla Fiorentina di riprendere in mano il gioco. La partita si chiude con alcuni capovolgimenti di fronte e le squadre allungate e stanche. Partita alla fine piacevole, che è valsa il prezzo del biglietto per chi è andato allo stadio. Giusto anche il risultato di parità. Entrambe le squadre hanno provato a vincere. La Fiorentina da parte sua forse ha giocato meglio, ma in avanti, senza Santana e con il solo Gilardino a fare reparto, è stata controllata senza troppi affanni. La Juve da parte sua non è riuscita a fare gioco come contro la Roma e il Genoa. Perde un’occasione per superare i giallorossi e tenere il passo della Lazio (che vince a Catania 4-1) per la Champions.

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