Roma, martedì 3 maggio 2011 – Una Juve “barricadera” si prende tre punti importanti e fa un passo in avanti per raggiungere l’Europa. Non certo quella dei Campioni, che sembra destinata ad una tra Lazio, Roma e Udinese. Ma almeno quella secondaria, che non escluderebbe del tutto la Vecchia Signora da una breve passerella internazionale. Come era successo all’andata, la Juventus vince contro la Lazio all’Olimpico di Roma nei minuti finali, dopo aver rinunciato a giocare per 80’. Vince per 1-0, in modo cinico e sprezzante. Puntava al pareggio, rinunciando anche alle ripartente veloci, per non incappare nei rapidi capovolgimenti laziali, esce con la vittoria. Matri unica punta, assistito da Del Piero, non ha mai avuto la possibilità di giocare palla in profondità. Sempre anticipato da Biava o da Dias si è battuto senza risultati. Il primo tempo è stato tutto di marca laziale, anche se la palla-gol più nitida è capitata proprio sui piedi di Matri, sventata da un’uscita disperata di Muslera (che si conferma un grande portiere), nata in maniera fortunosa da una bella intuizione di Del Piero. La Lazio ha fatto molto gioco, specie sulle fasce, ma alla fine si conta un solo tiro in porta (Floccari), parato da Buffon. Altro da notare non ci sarebbe se non la difesa ordinata dei bianconeri e il gran dinamismo e dispendio di energie dei laziali, che sconteranno nella seconda frazione di gioco.

La ripresa inizia con la reazione juventina, che nei primi dieci minuti crea gioco e costringe in difesa una Lazio stanca e frustrata, per non riuscire a esprimere il solito rapido gioco. Ma la circolazione di palla juventina e il movimento degli esterni con i minuti torna sui livelli del primo tempo, ossia immobilità assoluta. Delneri ha impostato una partita di puro contenimento, per stanare la Lazio e costringerla a subire contropiedi e ripartenze. Il fatto però è che il timore della Vecchia Signora non le consente di affondare con decisione il colpo, quando riesce a rubare palla sulla mediana. Senza contare che il reparto arretrato di Reja, fatto di qualità, personalità e prestanza fisica, non lascia spazi a Krasic, Del Piero, Matri e Pepe. Inoltre la Lazio da fondo alle ultime energie per fare risultato. Brocchi e Hernanes mettono i brividi ai tifosi bianconeri. Il primo con un tiro al volo di controbalzo che termina di poco alto. Il secondo con un siluro da oltre 30 metri che Buffon vede all’ultimo e devia in angolo. La partita cambia quando, intorno alla mezzora, entrano Toni per Matri e Salihamidzic per Motta (altra prestazione opaca la sua). Sull’altro fronte esce per stiramento Biava, sostituito da Scaloni.

La mossa di Delneri è azzeccata perché sulla fascia il serbo spinge di più del collega di reparto, mentre Toni con la sua altezza e il fisico da armadio costringe Dias a fare fallo oppure a non prendere palla. La vera svolta arriva con l’espulsione di Ledesma al 35’ per somma di ammonizioni. L’argentino, migliore in campo della serata, ferma un rapido contropiede di Melo, l’unico ben organizzato di tutta la serata. In dieci la Lazio si chiude in difesa, consentendo alla squadra di Delneri, con serafica calma, di fare gioco. Al 41’ circa, un cross di Salihamidzic, sfiorato da Toni, arriva sui piedi di Pepe che, complice una deviazione di Scaloni, segna la rete della vittoria. Sterile la reazione della Lazio, che già intorno alla mezzora sembrava a corto di fiato e di lucidità. La Juventus che ha giocato per tutta la partita in modo rinunciatario, quasi a voler portare via il pareggio, si ritrova così con tre punti d’oro. Buono l’arbitraggio, anche se entrambe le squadre reclamano un rigore per parte. Più nitido forse quello su Floccari, anche se l’attaccante biancoceleste trascina con troppa malizia il piede. I 56 punti della Vecchia Signora non le permettono di sperare nel quarto posto. Fatali per l’esclusione sono i punti persi domenica scorsa contro il Catania. Ma L’Europa League è più vicina. Udinese e Roma sono a 59 e la prossima gara le vede entrambe impegnate in gare difficili contro Lazio e Milan. Anche se Delneri ha una partita ancora più difficile: il Chiedo in casa.

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