Parma, Giovedì 1 novembre 2012 – Quando piove, grandina. In tutti i sensi. La Roma scivola non solo sul campo, ma anche nei soliti errori e nelle solite amnesie. Vero è però che anche la sfortuna e, in parte, gli arbitraggi, ruotano contro la squadra di Zeman. Lo testimoniano i gol di Parolo e di Zaccardo ieri sera al Tardini di Parma: il primo, favorito palesemente da una pozza d’acqua che inchioda il pallone sul campo ed evita che esso finisca sul fondo, favorendo poi la ribattuta dello stesso centrocampista in rete, il secondo, inizialmente viziato da un fuorigioco di Biabany, vede la palla del difensore passare nell’unico buco lasciato libero dalla difesa della Roma, schierata sulla linea di porta poiché il portiere era fuori posozione. Sarà stata la serata di Halloween, la serata delle streghe, ma il malocchio, ieri sera, c’era.  I problemi però ci sono, e come. Miglior attacco e peggior  difesa sono lo specchio uno squilibro evidente tra attacco e difesa, marchio d fabbrica del gioco dell’allenatore boemo. Ma qui c’è di più. La maggior parte dei gol, infatti, sono presi a difesa schierata, frutto di evidenti errori individuali.

Lamela
Lamela

Tornando sulla partita di Parma, c’è poco da dire. Il solito, crudo, copione: vantaggio del solito Lamela (in foto) (6 gol in stagione, 4 nelle ultime 4 partite) con un tiro a giro sul secondo palo che trafigge Mirante, uno-due del parma in 4 minuti con Belfodil (espulso poi nel finale per doppia ammonizione) e Parolo, tris di Zaccardo nel secondo tempo e rigore di Totti nel finale, che porta il capitano giallorosso ancora più su nell’Olimpo dei calciatori di tutti i tempi della serie A, raggiungendo una leggenda come Giuseppe Meazza a 218 gol. Il risultato finale è di 3-2 per i gialloblu, che superano la stessa Roma in classifica e vanno a quota 15 punti.

Però ora i tifosi capitolini  hanno perso la pazienza. Stufi di questi alti e bassi, non vogliono più alibi. Per le prossime partite, a partire da quella di domenica sera contro il Palermo, la Roma non deve più sbagliare. Sulla graticola il tecnico Zdenek Zeman, arrivato tra l’entusiasmo della gente e ora capro espiatorio di questa crisi giallorossa e la società, rea di un mercato sbagliato e di scelte tecniche alquanto discutibili secondo alcuni. La squadra ora deve fare quadrato e spazzare via ogni polemica cominciando a vincere e a convincere. Solo così si esce dal tunnel. Solo così si scacciano le streghe. Non può piovere per sempre.

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