Roma, sabato 16 aprile 2011 – Dall’11 febbraio al 12 giugno Brescia è protagonista di un’offerta culturale di altissimo livello internazionale, in quanto le sale del museo di Santa Giulia ospitano la mostra “Matisse. La seduzione di Michelangelo”. L’evento è stato promosso dal Comune di Brescia, prodotto ed organizzato da Fondazione Brescia Musei e Artematica, col patrocinio della Regione Lombardia-Cultura e del Ministero degli Affari Esteri. Curata da Claudia Beltramo Ceppi, coadiuvata da un Comitato scientifico composto dai maggiori esperti di Henri Matisse (1869-1954), la mostra presenta 180 opere dell’artista francese tra dipinti, disegni, incisioni, sculture, gouaches découpées (colore puro che si fa forma), oltre una serie di chicche e sorprese nell’allestimento. Quest’ultimo è stato reso possibile grazie alla partecipazione di nove Paesi (tra cui Francia, Brasile, Stati Uniti, Belgio, Australia, Danimarca) e ventitré musei prestatori, i quali hanno concesso anche opere mai mostrate prima.

Nell’esposizione viene analizzata l’opera di Matisse, enigmatico artista moderno e rappresentante della corrente dei Fauves (“fiere, bestie selvagge”: artisti che presentavano colori violenti e dissonanti nei loro quadri per esprimere emozioni), mettendola in relazione con Michelangelo e con la profonda influenza che questi ha avuto su di lui. Infatti, il maestro francese ne apprezzava lo studio delle forme e la plasticità delle sculture, arrivando alla formulazione di un’arte che fosse una semplificazione assoluta della pittura. Affascinante è il confronto tra due delle opere più importanti di Matisse, provenienti dalla National Gallery di Washington, quali il dipinto Pianista e giocatori di dama e la gouache découpées intitolata Venere, affiancata da un disegno originale di Michelangelo raffigurante, appunto, due Veneri. Tra i capolavori presenti citiamo Lo schiavo, Nudo nel bosco, Piccolo busto accovacciato, Il ratto d’Europa, Busto in gesso, Bouquet di fiori, le serie Odalische e Jazz, i pannelli Oceania mare e Oceania cielo e, per la prima volta, un frammento autentico della Cappella di Santa Maria del Rosario di Vence. Il ricordo di Michelangelo, inoltre, accompagna il visitatore per tutta la mostra attraverso suggestivi calchi ottocenteschi delle opere del maestro del Cinquecento. La mostra sta riscuotendo un enorme successo tanto che, a tre mesi dall’apertura, erano state effettuate oltre quaranta mila prenotazioni e tutt’oggi c’è una grande affluenza di pubblico. Nel biglietto è, infine, compresa l’esposizione collaterale Ercole il Fondatore. Dall’Antichità al Rinascimento.

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