Roma, mercoledì 11 luglio 2012 – In realtà quella di dare nomignoli ai fenomeni atmosferici è una moda che risale a fine Ottocento. Clement Wragge, climatologo australiano, fu il pioniere dei nomignoli. Affibbiò alle aree di alta pressione i nomi dei suoi amici e alle tempeste tropicali i nomi dei politici. Durante la seconda guerra mondiale furono i metereologi americani dei Marines che resero omaggio alle proprie compagne. Cicloni ed uragani portavano così i nomi di fidanzate e mogli rimaste a casa. Nel 1953 il Servizio meteorologico nazionale degli Stati Uniti decide che i nomi di tempeste, uragani e cicloni  dovevano essere solo rosa. Il collegamento è pressoché intuibile. Così le femministe più accanite sollevarono una protesta contro i militari. E vinsero. Dal 1979 i fenomeni atmosferici vengono battezzati da una lista che contiene nomi femminili e maschili.

E in Italia? Chi ha dato i nomi della mitologia classica alla nostra bollente estate? Antonio Sanò , direttore de ilmeteo.it spiega: «Abbiamo ripreso la vecchia abitudine dei nomignoli, dandogli però tutt’altro carattere .I nostri appellativi sono simpatici, facili da ricordare, legati alla nostra cultura. Per battezzare il caldo dell’estate abbiamo lanciato dei sondaggi nella nostra pagina Facebook e sul sito. Le proposte sono nostre, ma anche degli utenti del forum. Così, Scipione, Caronte e Minosse sono nati con voto democratico. Sono nomi di fantasia presi dalla nostra tradizione, e così vanno interpretati. E poi hanno il pregio di avvicinare tutti alla meteorologia in modo divertente». Sperando che Minosse ritorni presto a casa e che non arrivino altri personaggi mitologici a infuocare la nostra estate.

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