Intervistato a “Tg3 Linea Notte”, Massimo Franco editorialista del «Corriere della Sera» si dice contrario ad una legge elettorale punitiva nei confronti del Popolo della Libertà e della Lega. Scarso rilievo anche per le parole del coordinatore Denis Verdini (“Ce ne freghiamo delle prerogative del Quirinale”). Pronunciate dopo e non prima il comunicato di Napolitano

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, lunedì 6 dicembre 2010 – “Non si può fare una legge elettorale contro il Pdl e la Lega”. Così ha spiegato Massimo Franco, editorialista del «Corriere della Sara», intervenendo a “Tg3 Linea notte”, il programma di approfondimento di Raitre, diretto da Maurizio Mannoni, la sera di venerdì 3 dicembre. Per il giornalista, infatti, la cosa migliore sarebbe andare alle urne, nel caso in cui il 14 dicembre la Camera dei Deputati non accordi la fiducia al Premier. L’idea di fare un Governo di larghe intese per cambiare l’attuale Legge elettorale è da bocciare senz’altro. Meglio dare la possibilità agli elettori di esprimere la propria opinione, ossia di esprimere anche loro la fiducia o la non fiducia a Berlusconi. Perché di fatto in questo clima politico le elezioni sarebbero solo un voto referendario sul Cavaliere. Un voto tra l’altro che non tiene conto delle prerogative non tanto del Quirinale, ma della Carta costituzionale. Un voto che potrebbe sovvertire la decisione, garantita dalla Costituzione, di uno dei due rami del Parlamento, ritenendola inaffidabile e facendo fare una altro passo per la china di una delegittimazione della Costituzione. Nelle parole dell’editorialista si sente forte l’eco delle posizioni del Pdl e della Lega. O fiducia o voto anticipato. A parte però la strana tesi per la quale sarebbe giusto, anzi doveroso, andare subito al voto, per consentire agli italiani di scegliere, visto che l’attuale legge elettorale con il sistema delle liste bloccate nega proprio il diritto di scelta agli italiani. Bisogna ricordare che la Legge elettorale fu cambiata (anche con i voti di Fini e di AN) poco prima delle elezioni del 2006, quando il centro destra era sotto di 8-10 punti nei sondaggi e c’era forte la possibilità che il centro sinistra tornasse a governare. Fu una legge votata a Maggioranza, pensata per dare instabilità e ingovernabilità ad un futuro Governo Prodi. La Legge “porcata”, definita così dallo stesso suo ideatore Calderoli, da questo punto di vista ha fatto quello per cui è stata pensata. Ha portato ad una difficile legislatura il centro sinistra, per il risicato vantaggio al Senato, e sta portando ora alla dissoluzione del Governo Berlusconi, per la mancanza di una maggioranza alla Camera.

Per Massimo Franco sarebbe uno scandalo adesso cambiare una Legge così funesta, perché sarebbe un atto contro il Pdl e contro la Lega. Non fu uno scandalo quando fu approvata per mettere in difficoltà il Governo Prodi. Massimo Franco davanti ad una platea di sinistra si fa portavoce di una posizione estrema. Quella dell’attuale Premier. Molto “macchiavellico” anche il tentativo del commentatore di argomentare come un cortocircuito istituzionale la grave affermazione di Verdini (“politicamente ce ne freghiamo delle prerogative del Quirinale”), affermando che l’esternazione del pluri inquisito coordinatore del Pdl è stata pronunciata prima o in contemporanea al comunicato del Quirinale, per cui si sono sovrapposte l’una all’insaputa dell’altra. Verdini non avrebbe risposto a Napolitano, ma solo a Fini. Ma le cose non stanno così. Al comunicato del Presidente della Repubblica delle 20,40 (riportato da Adnkronos e Reuters Italia) ha fatto seguito l’affermazione di Denis Verdini (Adnkronos le attesta alle 21,31 l’Ansa solo alle 22,03). Massimo Franco è in profonda sintonia con la posizione politica del “Corriere della Sera”, molto vicina a quella del Premier e del Pdl. Il più antico quotidiano del Paese, da sempre moderato (si intenda: dal 45’ in avanti), si rivela estremista e filo berlusconiano, pronto a sposare le tesi di una parte della maggioranza, quella più invischiata con gli scandali sessuali, la P3, le cricche e le mazzette. Il Corsera in questo momento è vicino a quella parte di potere che si sta sgretolando sotto i colpi di un’opinione pubblica sempre più nauseata e stanca del berlusconismo. Contro il bene dell’Italia, porta avanti tesi insostenibili e si fa complice di un uso distorto dei mezzi dell’informazione. Segno che la scalata alla Rcs non solo è stata tentata, ma è avvenuta con successo.

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