Sono stati rilasciati ieri i tre operatori di Emergency arrestati otto giorni fa a Kabul. Ma riguardo il loro rientro scoppia subito un “giallo” in seguito alla notizia che i tre italiani avrebbero rifiutato il volo di stato organizzato per il loro ritorno a casa. Smentito tutto, il loro rientro è previsto comunque  per domani

di Antonella Furci
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Roma, lunedì 19 aprile 2010 –  E’ previsto per domani il ritorno in Italia di Matteo dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, superando così le attuali difficoltà del trasporto aereo. Per otto giorni sono rimasti  rinchiusi nelle celle di isolamento del carcere di Kabul, ieri finalmente il loro rilascio dopo essere stati considerati “non colpevoli”.  Lo dice un comunicato del Nds, i servizi di intelligence afghani. “Siamo molto contenti di essere fuori, soprattutto perché sia io che i miei compagni abbiamo passato momenti terribili”, racconta Marco Garatti, uno dei tre operatori di Emergency liberati, parlando dalla residenza dell’ambasciatore italiano a Kabul. “Siamo soprattutto contenti di essere fuori con il nostro nome completamente pulito. La nostra reputazione e quella di Emergency sono intatte”, ha concluso Garatti. 
Emergency ha comunque dovuto smentire alcune false notizie secondo cui la chiusura dell’ospedale di Lashkar-gah sarebbe stata una delle condizioni per il rilascio dei tre italiani. Non vi è stato nessuna accordo. Intanto anche un altro equivoco diffuso in mattinata è stato chiarito. Secondo alcune fonti i tre cooperanti di Emergency avrebbero rifiutato il volo di stato organizzato per il loro rientro in Italia, preferendo di ritornare con un volo commerciale. “Il volo civile è il modo più rapido per farli rientrare in Italia”, ha dichiarato il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari. Ha spiegato che si era inizialmente pensato di far rientrare Matteo, Marco e Matteo con il Falcon dell’Aeronautica che nel frattempo stava conducendo in Afghanistan il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto, che doveva a sua volta partecipare al cambio del comando del contingente italiano. Massari ha chiarito, infine, che questo iniziale programma si è subito rivelato  di difficile realizzazione a causa dell’irregolarità del traffico aereo, legata alla nube del vulcano islandese, per cui il volo del sottosegretario è stato diretto ad Herat e non più a Kabul.

“A questo punto i tre cooperanti hanno deciso – ha concluso – di prendere un volo commerciale, nel quale li accompagnerà l’inviato per l’Afghanistan del ministro Frattini, Massimo Iannucci, per giungere il prima possibile in Italia”. Anche Rossella Miccio del direttivo di Emergency ai giornalisti presenti all’ospedale dell’associazione a Kabul ha dichiarato che non è vero che i tre operatori di Emergency si sono rifiutati di viaggiare con un aereo  di stato. "Stiamo valutando tutte le possibilità di rientro con l’ambasciatore Massimo Iannucci che è qui con noi. E’ ovvio che i noti problemi  meteorologici non aiutano un rientro più rapido possibile" ha aggiunto. Gino Strada invece, durante una conferenza stampa a Milano, ha esordito:  “Qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito”, ritenendosi ovviamente soddisfatto per la bella conclusione. Intanto per quanto riguarda tutte le decisioni inerenti la riapertura dell’ospedale di Lashkar-gah verranno prese da Emergency in collaborazione con il ministero della Sanità afghano. Infine, nella serata di ieri, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, sarebbero stati liberati anche alcuni collaboratori afgani di Emergency che erano stati arrestati insieme ai tre italiani. Quest’ultimi, al loro rientro in Italia, saranno subito sentiti dalla Procura di Roma.

Di a.furci

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