Roma, venerdì 10 giugno 2011 – È andato in scena al Teatro India di Roma dal 28 maggio al 5 giugno l’Orson Welles’ roast. Scritto da Giuseppe Battiston, in collaborazione con Michele De Vita Conti, che firma anche la regia, il monologo mette in scena uno dei personaggi più geniali della storia del cinema. “Abbiamo provato a evocare il grande maestro – dichiara Battiston – per avere occasione di rendergli omaggio. E la forma più opportuna per farlo ci è sembrata quella del roast inteso come arrosto, come elogio al contrario”. Nella cultura anglosassone un roast è la forma più nobile di cottura, ma pur sempre una cottura. Questo precisa Welles-Battiston a inizio spettacolo. Il testo si basa su aneddoti, episodi poco noti, interviste rilasciate negli anni da Orson Welles, misti alle invenzioni degli autori. “È un lavoro che parla del rapporto che esiste tra chi fa cultura o informazione e il pubblico che lo ascolta. Il primo ha un’arma importante in mano che può diventare pericolosa. Welles parla della responsabilità che hanno i mass media e del rischio che corrono gli spettatori. Ci dice: ‘Attenti, la gente crede a tutto’. Si tratta di argomenti di un’attualità mostruosa”, continua Battiston. E gli basta poco per creare il personaggio: il passo pesante, il respiro affannoso, l’accappatoio bianco, l’inconfondibile odore del sigaro cubano, fumato dall’inizio alla fine della rappresentazione.

“Ci piace ricordarlo così. Genio infinito e grandissimo cialtrone. Senza nulla da nascondere, con ancora moltissimo da offrirci, per sempre in grado di stupirci”, ancora Battiston parlando del regista. Sulle musiche originali di Riccardo Sala, lo spettacolo dura poco più di un’ora. L’allestimento non necessita di particolari accorgimenti. Infatti, la scena appare spoglia. Un ruolo importante è dato alla luce, che di volta in volta marca l’intensità di alcuni passaggi. Sottolinea ora i tratti del volto del protagonista, ora i pochi oggetti di cui si serve Battiston per la rappresentazione. Non è la prima volta che l’Orson Welles di Battiston va in scena. Aveva già esordito a teatro due anni fa, conquistando il Premio Hystrio al Teatro Festival Mantova 2009 e il Premio Ubu per il Miglior Attore. Vincitore di due David di Donatello come miglior attore non protagonista per Pane e Tulipani (2000) e Non pensarci (2007), Battiston si divide tra cinema, fiction e teatro. Grazie ai suoi ruoli è diventato un volto popolarissimo in Italia. Tra i titoli più recenti, Notizie degli Scavi, il film di Emidio Greco, uscito nelle sale lo scorso aprile.

Serena Epifani

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