Aiko
Presentata in Canada la “donna perfetta”. Non è un film di fantascienza ma un automa dalle sembianze femminili, frutto degli studi di uno scienziato giapponese di 33 anni

 

Aikodi Elisa Savo
redazione@lacittametropolitana.it

Roma, venerdì 2 gennaio 2009 – Non è affatto difficile trovare la “dolce metà”, la donna che faccia perdere la testa, che non si lamenti mai delle pulizie domestiche o di fare la spesa e che sia priva di molti difetti propriamente femminili. Non si tratta di fantascienza. Oggi per uno scienziato giapponese di 33 anni, Le Trung, questo sogno è diventato realtà e si chiama Aiko, che in lingua giapponese significa “Figlia della vita”.
È un essere femminile che a tutte le caratteristiche di una donna ideale, anche se c’è solo un piccolo dettaglio da far notare: si tratta di una donna si, ma di una donna robot. Dopo anni di intensi studi tra formule, calcoli matematici e un ingente dispendio economico, all’incirca 14 mila euro, il giovane Le Trung è riuscito a dare forma e vita alla ragazza perfetta, un vero e proprio ritrovato della tecnologia.

Una donna su misura
Si è presentata così in Canada la cibernetica Aiko come un androide dalle sembianze umane: ha l’aria di una ventenne, è alta 152 centimetri, viso dolce e civettuolo da cartone animato in perfetto stile manga ed è completa di quattro sensi: tatto, udito, gusto, vista. Ha un vocabolario molto ampio, tanto da conoscere circa 13 mila frasi in lingua inglese e giapponese, distingue i colori, riconosce la differenza tra vari tipi di bevande e riesce a risolvere complicate equazioni di matematica. Può fare le pulizie come una perfetta donnetta di casa o addirittura spostare i carichi più pesanti come un ragazzo robusto.
Il suo cervello è composto da un complesso software con varie telecamere e sensori che permettono una quasi perfetta mimica facciale donando ad Aiko un aspetto davvero umanizzato. Cosa ancora più curiosa è che è stata programmata ed educata al rispetto. Nel caso in cui venisse trattata con poco riguardo si potrebbe anche incorrere nel rischio di prendersi un bel ceffone, dato il suo carattere alquanto peperino.
L’umanoide presentata in Canada ha affascinato tutti, soprattutto le donne che con grande interesse hanno cercato di interagire con “la ragazza dei sogni”, mentre gli uomini sono risultati più colpiti dal suo fisico di celluloide.

Un amore di tecnologia
L’ideatore ha sottolineato che in futuro la sua creatura tecnologica verrà perfezionata potenziando altre doti, soprattutto psichiche, ricevendo così a pieno titolo lo “scettro” di donna ideale. Intanto Aiko e il suo inventore stanno diventando delle vere e proprie celebrità nel mondo del web dando vita a forum e blog dove soprattutto giovani  discutono e si confrontano sulla novità hi-tech. Più che le doti della wonder woman pare che affascini il rapporto simbiotico nato tra inventore e la sua scoperta. Lo scienziato che si innamora della sua invenzione tanto da donargli la vita. Un ragazzo che preso dai suoi studi non riesce a trovare la propria compagna di vita e decide di crearla da sé.
“Aiko – ha dichiarato l’inventore – è quello che accade quando la scienza si unisce alla bellezza. Non ha bisogno di mangiare o di riposo, lavora 24 ore al giorno, ha sempre il sorriso sulle labbra e non si lamenta mai. Voglio farla sentire e agire come un essere umano, in modo tale che possa diventare la compagna perfetta”.

Di Massimo Marciano

Fondatore e direttore di La Città Metropolitana. Giornalista professionista, youtuber, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura è nata con i temi in classe al liceo e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.

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