La più bella Juve di Ciro Ferrara domina e affonda la Sampdoria delle meraviglie di Del Neri e si riprende il secondo posto. Samp mai in partita e nell’unico calo di attenzione dei bianconeri Pazzini di testa ruba il tempo anche a Buffon  

di Thomas L. Corona
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Torino, mercoledì 28 ottobre 2009 – Con una partita perfetta sotto tutti i punti di vista e una goleada che, a conti fatti, rispecchia l’andamento della gara, i bianconeri si riprendono il 2° posto in classifica. E, a giudicare dal calcio champagne espresso – forse in onore del nuovo Presidente Jean-Claude Blanc, che succede a Cobolli Gigli – la Vecchia Signora si prenota anche come possibile padrona del Campionato. Se solo riuscisse però a dare continuità al proprio gioco. Muscoli, tanta classe, potenza e umiltà. Sono queste le armi che hanno permesso alla Juventus di infliggere un passivo così pesante ai blucerchiati, incapaci di reagire, colpiti in più riprese dalla furia juventina. Non è stata la squadra di Del Neri a sbagliare approccio alla partita, ma il contrario. È stata la Juve a chiudere ogni spazio ai centrocampisti avversari, andando a pressare fin davanti alla porta di Castellazzi i portatori di palla. La diga di centrocampo, Sissoko – Melo, oggi entrambi insuperabili per carattere, cattiveria, grinta e qualità di impostazione, è stata a sua volta difesa dalla mediana avanzata, composta da Camoranesi, Diego e Giovinco, che avrebbe potuto lasciare sguarniti i due centrali, ma che di fatto si è trasformata in una linea “Maginot” di grandissima qualità con i tre che rientravano a coprire, prendevano palla e immediatamente ripartivano, saltando l’uomo.

L’intuizione di Ferrara è stata quella di volere una squadra cortissima, legata nei reparti, aggressiva nel pressing alto, che non consentiva alla Sampdoria di ragionare e non faceva affaticare troppo i trequartisti nei ripiegamenti. Se a questo aggiungiamo lo stato di grazia di alcuni giocatori (su tutti Chiellini, Sissoko e Diego), la vena positiva di Giovinco e Camoranesi, entrambi cresciuti nel secondo tempo, e la propensione a non sbagliare palloni e a non farsi ammonire, specie da parte di Felipe Melo, si capisce che la partita non poteva andare diversamente e il 5-1 alla fine non è troppo pesante per la Samp. Del resto la squadra blucerchiata non poteva fare di più. Anzi nel primo e unico calo di attenzione dei bianconeri è andata in gol con il solito Pazzini, rapido a colpire di testa in piena area. Del Neri ha provato a cambiare alla mezzora del 1° tempo, quando già la partita era sul 2-0, ma la forza fisica del centrocampo juventino ha bloccato Cassano, evitando che si innescasse la sua fantasia. Inoltre il gioco alto e spregiudicato dei due esterni Grygera e Grosso hanno costretto i laterali sampdoriani a stare in copertura, impedendo gli alleggerimenti.

Resta da capire quale sia la vera Juventus. Se quella vista questa sera, galattica e sicura di sé, anche quando Ferrara ha inserito Poulsen, De Ceglie e Trezeguet,facendo risparmiare le forze a Sissoko, Melo e Amauri; o quella vista a Siena, molle e priva di carattere, incapace di impostare il gioco se non attraverso i lanci lunghi della difesa. In attesa di recuperare Marchisio e Tiago, altri due pilastri di centrocampo, si è capito che il maliano, voluto da Ranieri la scorsa stagione, è indispensabile per questa squadra. Non solo recupera una quantità straordinaria di palloni, ma li rende subito giocabili. Dopo questa prova di forza, bisogna capire se il rombo di centrocampo, con il regista davanti alla difesa, sarà archiviato in favore del 4-2-3-1. Della bella squadra di Del Neri invece sospendiamo ogni giudizio. Contro questa Juve c’era poco da fare e si è visto.

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