Al termine del G8, Barack Obama ha incontrato Benedetto XVI in un colloquio di 40 minuti. Il Santo Padre ha donato al Presidente la sua ultima enciclica Caritas in Veritate in una edizione autografa

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Città del Vaticano, sabato 11 luglio 2009 – Il colloquio tra Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, durato quaranta minuti, è avvenuto ieri nella biblioteca privata dell’Appartamento delle Udienze alla seconda loggia del Palazzo Apostolico. Il Papa si è informato dei lavori del G8: "Dev’essere molto stanco dopo questi colloqui". Obama ha parlato di grandi progressi al summit de L’Aquila. Come informa la nota della Sala Stampa della Santa Sede, "nel corso dei cordiali saluti, ci si è soffermati innanzitutto su questioni che sono nell’interesse di tutti e costituiscono la grande sfida per il futuro di ogni nazione e per il vero progresso dei popoli, quali la difesa e la promozione della vita e il diritto all’obiezione di coscienza". "Si è anche accennato all’immigrazione, con particolare attenzione all’aspetto del ricongiungimento familiare. Al centro dell’incontro sono stati pure temi di politica internazionale, alla luce anche dei risultati del Vertice dei G8. Ci si è soffermati sulle prospettive di pace in Medio Oriente, su cui si registrano convergenze e su altre situazioni regionali". Obama ha detto che il G8 in Italia "è stato molto produttivo e concreto", ricordando l’impegno di stanziare 20 miliardi di dollari contro la fame, e che "l’Aquila e la sua gente saranno sempre nel nostro cuore".

Al centro dell’incontro con il Papa, la bioetica, l’aborto e la ricerca sulle cellule staminali. Ha riferito il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, che il presidente Obama ha promesso il suo impegno nel fare tutto il possibile per diminuire gli aborti in Usa. A conclusione del colloquio, Ratzinger ha detto al presidente: "Prego per lei e benedico il suo lavoro". Il capo della Casa Bianca ha risposto: "Le sono molto grato. Spero avremo fruttuose relazioni". Papa Benedetto XVI ha dato in dono a Barack Obama la sua ultima enciclica Caritas in Veritate, in una lussuosa edizione autografa, e l’Istruzione della Congregazione per la dottrina della Fede, Dignitas Personae, sulla necessità di difendere la vita in tutte le sue fasi. Questo documento, presentato lo scorso dicembre, contiene tutti i no: alla fecondazione assistita, all’eliminazione volontaria degli embrioni nelle tecniche di fecondazione in vitro, al congelamento di embrioni, di ovociti, alla riduzione embrionale, alle forme di contragestazione, alla manipolazione dell’embrione, alla clonazione, all’uso delle staminali embrionali per ricerca e a tutto ciò che è "contro la vita o l’integrità fisica dell’essere umano".

Obama ha portato in dono a Benedetto XVI una stola liturgica che dal 1988 al 2007 è stata sul corpo di San Giovanni Nepomuceno Neumann, nel santuario a lui dedicato a Philadelphia. San Giovanni Neumann è stato beatificato nel 1963 e canonizzato nel 1977 da Paolo VI; è il primo vescovo statunitense diventato santo. Il presidente americano ha poi presentato la moglie Michelle al Papa, vestita con un tailleur nero al ginocchio, in testa la veletta e scarpe basse. Al riparo dalle telecamere sono state presentate a Benedetto XVI anche le figlie Maila e Sasha e la suocera di Obama, Marian Robinson. Nel cortile di San Damasco, dove c’era lo schieramento di un drappello di venti guardie svizzere, il presidente americano ha salutato il prefetto della Casa pontificia, card. James Harvey e i gentiluomini di sua Santità. Al termine dell’udienza con il Pontefice, Barack Obama è partito alla volta del Ghana, ultima tappa di un tour iniziato lunedì scorso a Mosca.

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