Il Presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi si ribella ai giochi retorici della politica regionale e nazionale e da una tenda porta alla ribalta una nobile battaglia che tutti sembrano aver dimenticato

di Lilly Amato
lamato@lacittametropolitana.it

Agrigento domenica 28 febbraio 2010 – Non si tratta di digiuno, né di altre costrizioni fisiche. Il presidente della provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi sa bene che, finché una protesta colpisce chi la promuove, nessuno si impegnerà veramente ad esaudirne il contenuto. Ma se essa colpisce moralmente chi, da anni, per questioni di facciata e di strategie politiche, dà l’assenso con le sole parole e non con i fatti, allora qualcosa si muove. Così D’Orsi, coerente alla sua linea di pensiero, lascia il bel palazzo per trasferirsi in una tenda, costruita nei giardini di Porta di Ponte ad Agrigento. Una tenda da cui il presidente combatte la battaglia per la costruzione dell’aeroporto agrigentino, da troppo tempo promesso, ma mai realizzato. D’Orsi vuol conoscere le reali motivazioni per cui il progetto per la realizzazione viene di continuo ostacolato, nonostante l’apparente appoggio dei suoi alti referenti politici. In quanto uomo delle istituzioni, egli si sente tradito, abbandonato dopo aver sostenuto quelle autorità in cui credeva, in cui la popolazione agrigentina credeva.

E la voce di Eugenio D’Orsi non è rimasta isolata. Il capo gabinetto del ministro Matteoli, Claudio Iafolla, ha specificato adesso che quanto notificato alla Provincia, in merito all’aeroporto, era solo una bozza interna; ciò per ribadire che non vi è alcunché di definito, lasciando dunque, come da sempre, una speranza destinata a cadere nell’oblio. Il presidente della Provincia, stanco di questi giochi retorici, con coraggio e determinazione leva la sua voce dalla parte dei cittadini. Bisogna impedire che i poteri forti della Sicilia (a Palermo e Catania) si oppongano alla realizzazione dell’aeroporto nella fascia centro meridionale della Sicilia, solo per far sì che il territorio agrigentino rimanga emarginato e non abbia anch’esso spazi di sviluppo come i poli turistici di Palermo, Catania e Trapani, in cui sono presenti strutture aeroportuali. Il presidente D’Orsi ha colpito nel segno.

Agrigento, città dei Templi, della sagra internazionale del mandorlo in fiore di recente terminata, città ricca di cultura e storia, non merita di rimanere in fondo alle classifiche nazionali. Tra gli atti di solidarietà in favore del presidente, oltre al sindaco di Agrigento, l’arcivescovo ha scritto: "Unisco ancora una volta la mia voce alle tante perché si realizzi l’aeroporto nel territorio agrigentino. E’ una possibilità concreta per lo sviluppo e un maggiore benessere della popolazione agrigentina, già per tanti motivi gravemente colpita. Con l’augurio che anche questo sogno non si infranga". Intanto, è iniziata la raccolta di firme per l’aeroporto, voluta dal presidente D’Orsi e indirizzata al presidente del Consiglio Berlusconi, al ministro per le infrastrutture Matteoli e al presidente dell’Enac Riggio, affinché abbia fine il mistero che avvolge la vicenda e siano concesse una volta per tutte le necessarie autorizzazioni. "Perché – dice lo stesso D’Orsi – questa provincia vuole con tutte le sue forze costruire l’aeroporto e creare migliori condizioni di vita per i suoi abitanti".

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