Il crollo ha interessato una parte del soffitto di una galleria lunga un centinaio di metri, la “Quindicesima stanza”, con una grossa voragine di 20 metri che si è aperta nella zona del Colle Oppio

di Antonella Furci
Roma, martedì 30 marzo 2010 – Questa mattina, intorno alle 10, si è aperta una grossa voragine nella zona del parco di Colle Oppio, in viale Serapide, dove sono in corso degli scavi archeologici. La voragine, larga almeno venti metri, si è aperta sopra il soffitto di una galleria della Domus Aurea, l’edificio voluto da Nerone dopo l’incendio che nel 64 d. C. distrusse gran parte di Roma. Il crollo ha interessato la volta della “Quindicesima stanza”, una delle gallerie Traianee che si trovano all’interno del complesso. Lo smottamento del terreno ha coinvolto circa 130 metri quadri dell’intera area archeologica. La Protezione Civile del Comune di Roma spiega che il crollo è stato causato dall’eccesso di pioggia che ha reso instabile il terreno sottostante. La volta che ha ceduto si trovava nell’area accessibile al pubblico e per fortuna nessuno è rimasto coinvolto. Per precauzione, comunque, sono stati inviati 300 sacchetti di sabbia da predisporre nel piazzale della Domus in previsione delle piogge che potrebbero verificarsi nei prossimi giorni. La Domus Aurea (Casa Dorata) era un grande palazzo costruito in mattoni negli anni tra l’incendio e il suicidio di Nerone, 68 d.C. Oltre ai rivestimenti in oro che le diedero il suo nome il grande edificio era decorato da altri elementi stravaganti come i soffitti stuccati incrostati di pietre semi-preziose e lamine d’avorio. L’immensa residenza dell’imperatore comprendeva il Palatino, le pendici dell’Esquilino (colle Oppio) e parte del Celio, con un’estensione di circa 2,5 km quadrati.

Non è la prima volta, però, che si assiste al crollo di parte del soffitto. Nel 2001, dopo due anni di apertura, le piogge e l’umidità causarono il cedimento della volta della Sala Ottagona. Mentre nel 2005, dopo che le infiltrazioni stavano erodendo le strutture murarie, con il rischio di caduta per affreschi e intonaci, la struttura è stata di nuovo chiusa. Nel 2009, invece, si è dato avvio al nuovo intervento che prevedeva l’impermeabilizzazione di tutta l’area e la riqualificazione della zona del Colle Oppio, con l’intento di riaprire completamente, entro due anni, l’antica villa dell’imperatore Nerone. Antonello Vodret, direttore tecnico della Domus Aurea, parla di "situazione tipica dell’area” e afferma che ci sono già stati altri crolli in passato, anche se questo è il più consistente degli ultimi 50 anni. “Il crollo potrebbe essere avvenuto – dice Vodret – per l’appesantimento del terreno dovuto alle infiltrazioni d’acqua nell’area delle gallerie che non è impermeabilizzata. Ogni giorno si verificano piccoli cedimenti, ma crolli così non si possono prevedere". A questo punto i tempi della riapertura si allungano. Anche il sovrintendente ai beni archeologici, Giuseppe Proietti afferma che “si tratta certamente di un danno importante che allungherà i tempi di riapertura”. La situazione però è molto più delicata. “Al crollo di oggi potrebbero seguirne altri anche nell’immediato”, avverte il commissario straordinario per la Domus Aurea, Luciano Marchetti, che definisce la situazione di grandissimo allarme. E sottolinea: “A questo punto serve un finanziamento definitivo e bisogna avviare tutti i lavori subito”. Una prima parte dei lavori è stata già finanziata con 2 milioni di euro. Ma per mettere in sicurezza tutto, spiega Marchetti, servono circa 10 milioni di euro.

Di a.furci

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