Con lo 0-1 subito dal Catania si complica la situazione della squadra e quella personale del tecnico Ballardini, inspiegabilmente ostinato nel riproporre un modulo tattico che male si addice all’undici biancoceleste

di Gipro

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Roma, domenica 7 febbraio 2010  Si complica maledettamente la situazione di classifica della Lazio che cede l’intera posta in palio al Catania. È una sconfitta che fa piombare la formazione di Ballardini in piena zona retrocessione al terzultimo posto in classifica. Dopo la chiusura della sessione invernale del calcio mercato, dalla nuova Lazio disegnata dal presidente Lotito ci si attendeva molto di più, ma cosi non è stato. È inspiegabile l’atteggiamento del tecnico laziale che, malgrado i vari insuccessi collezionati in questi mesi, continui ad adottare uno schema tattico (4-3-1-2) che questa Lazio non ha nelle sue caratteristiche tecniche e tattiche.

Con maggiore umiltà l’ex tecnico del Palermo dovrebbe recitare il mea culpa e magari modificare il suo credo tattico, adottando il classico 4-4-2 potrebbe restituire maggior equilibrio alla formazione laziale, che sarebbe in grado di utilizzare, nella fase offensiva, anche le fasce laterali che in questo campionato sono state del tutto dimenticate. La nuova Lazio targata Ballardini nella gara odierna ha schierato in difesa i neo acquisti Biava e Dias accanto a Radu e Kolarov. A centrocampo la linea marginot è stata affidata a Firmani, Baronio e al neo acquisto, proveniente dallo Stoccarda, Hitzlsperger. A ridosso della coppia Zarate-Floccari il tecnico laziale ha schierato di nuovo Mauri, che almeno in questa gara non è risultato il solito spettatore non pagante. 


La gara

Dopo un buon primo tempo in cui la Lazio è apparsa viva e determinata, nella ripresa  si è smarrita inesorabilmente con il passar dei minuti e dopo la rete subita da Maxi Lopez non è riuscita a reagire ed è andata in confusione insieme al suo tecnico che ha tentato la carta della disperazione schierando in campo un assurdo quanto inefficace 4-2-4. 

Buono il ritmo di inizio gara con la Lazio che si propone con ordine e sagacia; in gran spolvero è Mauri, al 4’, a rendersi pericoloso, ma l’attento portiere etneo chiude lo specchio della porta al centrocampista laziale e l’azione sfuma. La Lazio ha in mano le redini della gara, ma l’attacco appare evanescente: Zarate è l’ombra di se stesso e il rientrante Floccari fatica ad entrare nel vivo dell’azione. Il solito Mauri alla mezz’ora tenta la conclusione a rete, ma la palla sfiora il palo. Al 38’ ci prova di nuovo Mauri, dalla breve distanza, ma è sbagliata la mira del centrocampista lombardo. Nei minuti finali del primo tempo Zarate torna a fare il Zarate e con una conclusione dal limite dell’area di rigore colpisce il palo.

Nella ripresa la Lazio rimane negli spogliatoi e ne approfittano gli avversari che, con il passar dei minuti, acquistano maggior fiducia ed iniziano anche a credere nel colpaccio all’Olimpico. Al 18’ Mascara serve un preciso assist per Maxi Lopez che con un tocco morbido condanna la Lazio.

E la Lazio? Mai un sussulto, la formazione biancoceleste continua a sonnecchiare e Ballardini tenta il tutto per tutto mettendo in campo Cruz e Rocchi al posto di Mauri e Hitzlsperger. La Lazio vive il momento peggiore e neanche le scorribande di Kolarov regalano un pareggio che avrebbe almeno meritato. Al triplice fischio finale scatta l’ennesima contestazione alla coppia Lotito-Ballardini, ma questo è un film già visto e rivisto all’Olimpico di Roma.

 

Dopo il novantesimo

Sorriso smagliante si presenta ai microfoni di Sky l’eroe della giornata per la squadra siciliana che commenta la sua prima realizzazione in terra italica : "E’ una rete molto importante perché ci consente di guadagnare tre punti preziosi per la salvezza e di battere una grande squadra come la Lazio”. In zona mista è l’altro argentino Ricchiuti a commentare la gara degli etnei: "Non è stata una bella partita, ma siamo riusciti a colpire la Lazio in contropiede con Maxi Lopez. Sono tre punti che valgono doppio perché ci consentono di salire in classifica e lasciare alla Lazio il terzultimo posto".

Rilassato e mai preoccupato si presenta in sala stampa mister Ballardini che, malgrado insistenti voci di un suo addio alla Lazio, commenta l’esito della gara: "La situazione è pesante e dovremmo lottare fino alla fine per uscire da questa classifica, ma abbiamo i mezzi tecnici per uscire da questa situazione di classifica. La mia intenzione è quella di continuare a guidare la Lazio, per il resto dovreste chiedere alla società".

Di Massimo Marciano

Fondatore e direttore di La Città Metropolitana. Giornalista professionista, youtuber, presidente e docente dell'Università Popolare dei Castelli Romani (Ente accreditato per la formazione professionale continua dei giornalisti), eletto più volte negli anni per rappresentare i colleghi in sindacato, Ordine e Istituto di previdenza dei giornalisti. Romano di nascita (nel 1963), ciociaro di origine, residente da sempre nei Castelli Romani, appassionato viaggiatore per città, borghi, colline, laghi, monti e mari d'Italia, attento osservatore del mondo (e, quando tempo e soldi lo permettono, anche turista). La passione per la scrittura è nata con i temi in classe al liceo e non riesce a distrarmi da questo mondo neanche una donna, tranne mia figlia.

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