Fiumicino (Roma), giovedì 26 maggio 2011 – Al castello di Torre in Pietra una domenica speciale tra vini di qualità, rose antiche e percorsi nella natura per festeggiare “Cantine aperte”, la manifestazione organizzata dal “Movimento turismo del vino” lo stesso giorno in tutta Italia. Domenica 29 l’azienda dei produttori Filippo Antonelli e Lorenzo Majnoni sarà aperta al pubblico a partire dalle 9 fino al tardo pomeriggio. In programma visite, degustazioni, itinerari in bici e una mostra di rose antiche. Il pubblico potrà visitare le antiche cantine all’interno di un suggestivo borgo medievale, a ridosso della torre da cui prende il nome l’azienda. Le strutture furono scavate sotto una collina in tufo (formatasi dalle ceneri dell’esplosione del vulcano di Bracciano) e impiegate per la conservazione del vino già a partire dal ‘400. Al suo interno nel 1930 vennero ritrovati i resti di una zanna di mammuth, la cui forma nel tufo è ancora ben visibile.

Tra i vini in degustazioni il Tarquinia bianco Doc, un bianco ottenuto da un uvaggio di trebbiano, malvasia e vermentino; lo Chardonnay e il Vermentino Igt Lazio bianco, ottenuti in purezza dagli omonimi vitigni; il Macchia Sacra, Lazio bianco Igt, a base di uve fiano. Tra i rossi gli enoturisti troveranno il Tarquinia rosso Doc, ottenuto da un uvaggio di montepulciano, sangiovese e cesanese; il merlot ed il syrah Igt Lazio rosso, ottenuti in purezza dagli omonimi vitigni; il Terre di Breccia, Lazio rosso Igt, un uvaggio di montepulciano, sangiovese e merlot, e lo spumante di Castello di Torre in Pietra, un brut ottenuto da vermentino in purezza, vinificato in acciaio con rifermentazione in autoclave con metodo charmat lungo, affinato in bottiglia per sei mesi.

I vini saranno proposti in abbinamento con assaggi elaborato con gli altri prodotti agricoli del Castello di Torre in Pietra, come ceci, farro, pasta di farro, olio extravergine d’oliva, e poi miele di eucaliptus e millefiori. Le ricette saranno realizzate anche con altri prodotti di aziende del territorio: i formaggi di pecora de L’Isola del formaggio, di Sergio Pitzalis, e gli ortaggi biologici dell’azienda Caramadre. L’ingresso, le degustazioni, le escursioni e le visite sono gratuite.

La tradizionale mostra di rose antiche è stata organizzata in collaborazione con il vivaio “Rose e rose emporium”, di Torre in Pietra. Una dimostrazione in vivo dell’antica della soffiatura del vetro sarà offerta dal gruppo VetroMaghie. Le escursioni in mountain bike, con visite guidate archeologiche sul territorio, sono sia per ciclisti esperti sia per semplici appassionati. La prima escursione, più impegnativa e per biker esperti, è in programma a partire dalle ore 9,00 e prevede un percorso su strade bianche tra campagna e litorale per 40 chilometri, con la guida del ciclista Orazio Cavallo. Per prenotazioni: 3393733137.

Il secondo appuntamento è alle ore 16.30 e consiste in una passeggiata di 12 chilometri con commenti storici della guida archeologica Fabio Papi. Le soste culturali includono: l’abitato medievale di Castiglione delle Monache, del Castello e delle cantine di Torre in Pietra, di Torre Pagliaccetto, di una fonte medievale, del casale di Barba Bianca, dello scavo paleolitico e di uno dei 99 fontanili di Pagliaccetto e della sua leggenda, a cui è intitolato un vino di Castello di Torre in Pietra. Per prenotazioni: 3496610107.

 

Il Castello di Torre in Pietra

Il Castello di Torre in Pietra in epoca romana era un insediamento agricolo fortificato. Nel medioevo con la nobile famiglia Aldobrandeschi divenne centro agricolo, poi nel ‘500 fu acquistato da Papa Sisto V Peretti per la sorella e trasformato in riserva di caccia. Nel ‘700 con il passaggio alla famiglia Falconieri venne ingrandito conservando l’antica e suggestiva torre medievale, ancora ben visibile. Intorno al 1930 la tenuta diventa di proprietà di Luigi Albertini, famoso direttore del Corriere della Sera e nonno di Filippo Antonelli, l’attuale proprietario di Castello di Torre in Pietra. Fu Luigi Albertini ad avviare una grande opera di bonifica della tenuta, ad ampliare e ammodernare i vigneti e a importare, tra i primi in Italia, la razza frisona per l’allevamento di vacche.

La tenuta di 2.500 ettari era infatti specializzata nella produzione di latte con il noto marchio Torre in Pietra, ma la parte collinare riservata a vigneto. Oggi l’azienda di Filippo Antonelli (che produce vino anche a Montefalco, in Umbria) e Lorenzo Majnoni può contare su 150 ettari, tutti coltivati in biologico, dei quali ben 50 coltivati a vigneto, 10 a oliveto e 70 ettari a seminativi. Le vigne ricadono nel territorio del comune di Fiumicino, nella Doc Tarquinia. I terreni sono leggermente collinari, con un’altitudine media di 50 metri sul livello del mare. Sono terre di origine pleistocenica, ricche di dettriti marini, in parte franco-sabbiosi (utilizzati per i vitigni a bacca bianca), in parte franco-argillosi (per quelli a bacca rossa). Il sistema di allevamento è a filari a cordone speronato basso, la densità di impianto di 5.000 ceppi/ettaro. Vengono praticati da sempre l’inerbimento tra i filari e il diradamento estivo dei grappoli eventualmente eccedenti, fino ad arrivare a una resa di uve per ettaro di 80 quintali, per una migliore qualità e selezione del prodotto finale.

I vigneti con esposizione sud e ovest, le moderne attrezzature, la competenza dei tecnici in vigna e in cantina, sono tutti aspetti determinanti per la produzione di un vino di qualità. Tra bianchi e rossi Castello di Torre in Pietra ha una produzione media di 200 mila bottiglie l’anno, posizionate in un segmento di mercato dall’ottimo rapporto prezzo-qualità.

 

Come arrivare

All’antico borgo medievale di Castello di Torre in Pietra si arriva da Roma dalla via Aurelia, uscendo al chilometro 23,200 ad Aranova e seguendo le indicazioni, oppure con uscita al chilometro 28,100, a Torrimpietra altezza Mc Donald’s.

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