La leggenda del nobile che rubava ai ricchi per dare ai poveri ha aperto il Festival di Cannes. In concorso  solo 18 pellicole contro le 20 abituali. Forte presenza del cinema asiatico, più discreta quella statunitense. Per l’Italia Cannes si apre con le polemiche sulla assenza del Ministro Sandro Bondi a causa del film- documentario di Sabina Guzzanti

di Antonella Furci
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Roma, lunedì 10 maggio 2010 –  Sarà il “Robin Hood” di Ridley Scott a inaugurare il 12 maggio la 63° edizione del Festival di Cannes con Russell Crowe nei panni del mitico eroe. Quest’ultima versione dell’arcere di Sherwood, che sembra destinato a suscitare particolare simpatia di questi tempi, vede anche una nuova lady Mariam interpretata da una meravigliosa Cate Blanchett. Il film punta molto sul contesto storico e sociale e sugli “effetti visivi", creati grazie un mix di tecniche antiche e ultramoderne su cui si basa la formula vincente dei nuovi kolossal in costume. Il nuovo “Robin Hood” di Scott sarà un guerriero di ritorno dalle crociate, sconvolto dallo scoprire il suo Paese in preda all’ingiustizia e all’oppressione. Per rendere al massimo il realismo di una storia così epica, incentrata sull’aspetto bellico, non bastava, però, lo spettacolo degli effetti speciali, bisognava anche riscoprire arti antiche come quella dell’arco, a cui hanno dovuto dedicarsi tutti i membri del cast. Quest’anno però solo 18 film su più di 20 degli altri anni compaiono sul cartellone del festival. Si nota la scarsa presenza del  cinema statunitense con una sola pellicola in concorso, quella del regista newyorkese Doug Liman con “Fair Game”, un thiller politico con Sean Penn e Naomi Watts. L’attrice australiana interpreta anche il nuovo film di Woody Allen "You Will Meet a Tall Dark Stranger, nel cui cast figurano anche Anthony Hopkins e Antonio Banderas, fa parte degli eventi paralleli in cartellone sulla Croisette. Molto atteso in concorso è “Biutiful”, il nuovo lavoro del messicano Alejandro Gonza’lez Iña’rritu, che a Cannes del 2006 ricevette il premio alla miglior regia per “Babel”. Il film, che tratta il tema dell’immigrazione, è interpretato dagli spagnoli Javier Bardem e Rube’n Ochandiano e dall’argentina Maricel A’lvarez ed è il primo film di Iña’rritu che non è scritto con Guillermo Arriaga.

Per quanto riguarda il cinema italiano è in concorso il film di  Daniele Lucchetti  “La nostravita”, intepretato da Elio Germano, Isabella Ragonese, Luca Zingaretti e Raoul Bova. Mentre non poteva ovviamente mancare al Festival francese una buona quota di cinema patrio, rappresentato da Bertrand Tavernier con il suo "La princesse de Montpensier", il debutto alla regia di uno dei piu’ conosciuti attori francesi Mathieu Almaric con "Tourne’e" e il franco-algerino Rachid Bouchareb con "Hors la loi", un film che ha gia’ attirato molta attenzione Oltralpe per la sua revisione del ruolo della Francia nella storia. Ma è il l’Asia  a presentare un maggior numero di film come “Outrage” con cui Takeshi Kitano torna ad occuparsi della yakuza, la mafia giapponese; “Copia Conforme” dell’iraniano Abbas Kiarostami, girato in Toscana; “Loong Boonmee Raleuk Chaat” ("Uncle Boonmee Who Can Recall His Past Lives") del tailandese Apichatpong Weerasethakul; “Poetry” del sud coreano Lee Chang-dong e “Housemaid” di Im Sangsoo, sempre sud coreano. Inoltre, per la prima volta negli oltre 60 anni del festival, verrà presentata in concorso una produzione ucrania, “You. My joy” di Sergei Loznitsa e si vedrà l’esordio di una pellicola del Chad, in concorso con "Un homme qui crie", del regista Mahamat Saleh Haroun. Unico film inglese sarà invece  “Another year” di Mike Leigh. Ma a Cannes non mancheranno grandi nomi anche per le proiezioni di mezzanotte e gli eventi speciali con film come “Kaboom” di Gregg Araki, “Nostalgia de la luz” di Patricio Guzman, “Chantrapas” di Otar Iosseliani e “Draquila – l’Italia che trema” di Sabina Guzzanti, che ha già sollevato non poche polemiche con l’annuncio del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi di voler disertare la Croisette per protesta contro l’ammissione nel cartellone di un film che ritiene "offensivo" per il nostro Paese. Ovviamente non sono mancate le reazioni a questa presa di posizione da parte di giornali italiani ed esteri come gli ammonimenti dalla Francia con Le Figaro che scrive che “il governo italiano boicotta il Festival di Cannes” e Le Monde che titola:  “un film su L’Aquila, selezionato a Cannes, fa arrabbiare il governo italiano”.

Di a.furci

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