Roma, giovedì 9 giugno 2011 – Il programma di rilancio della Galleria Corsini, promosso dalla Soprintendente Rossella Vodret, ha proposto di recente un’interessante iniziativa primaverile chiamata Era di maggio, in memoria della canzone di Salvatore di Maggio. Il giardino di Palazzo Corsini, da cui è stato ricavato, separandolo, l’Orto Botanico di Roma, l’occasione della manifestazione è tornato unito come un tempo. In questo modo i visitatori, con un biglietto cumulativo hanno avuto accesso al Museo, all’Orto, al cortile interno e alla Villa Farnesina. La collaborazione di diverse realtà di Trastevere, come l’Orto Botanico diretto da Carlo Blasi, Preside del Dipartimento Biologia Ambientale, La Sapienza Università di Roma, la Villa Farnesina e la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Corsini, diretta da Angela Negro, e la Fondazione Roberto Capucci, hanno permesso ai romani di passare una giornata all’aperto presso la Lungara.

Roberto Capucci, celebre stilista e artista romano, definito da Christian Dior “il miglior creatore della moda italiana”, ha esposto nella suggestiva cornice del Museo 11 abiti-scultura che ha creato, giovanissimo, tra il 1981 e il 1992, rendendo la creatività italiana famosa nel mondo. Lo stilista dell’arte pura, infatti, negli anni ’80, decise di perseguire la moda secondo una sua personale visione: creare abiti di alta moda per realizzarli come opere d’arte e presentarli in un’unica collezione l’anno, ogni volta in una città diversa. I suoi abiti, però, non sfilano sulle passerelle perché non esistono. Le sue collezioni sono magnifiche sculture in tessuto che si animano grazie al connubio perfetto tra moda e pensiero artistico, dove plissé e fiori prendono vita grazie a magici accostamenti cromatici. Gli abiti esposti sono in perfetta sintonia con il tema vegetale, in quanto sono incastonati di gemme preziose arricchite ancor di più da corolle di seta o taffettà. I colori si pongono con brillanti accostamenti che sfumano man mano verso nuances più tenui, mentre i toni sul verde, in spericolati vortici di plissé, ricordano rami di palma e di felce.

Le rose e i fiori hanno fatto da filo conduttore alla mostra. In concomitanza, si è tenuta anche l’esposizione florovivaistica organizzata da la Conserva della neve, che ha ospitato “vivai collezionisti”, cioè che producono un gran numero di varietà appartenenti alla stessa specie. Particolare attenzione è stata posta alle rose, che i visitatori hanno potuto osservare nel roseto. Esposte, tra le esclusive rose da collezione è stato possibile anche ammirare la preziosa Rosa Capucci, del famoso vivaista Rose Barni di Pistoia. Esempio di perfezione estetica, questa rosa è ricca di petali come una peonia e presenta delle sfumature perlacee del rosa pallido fino ad uno più carico con un intenso profumo. Al concorso di Monza del 2000 fu premiata con la medaglia d’argento come la Rosa dell’anno.

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