A pochi giorni dall’inizio del Campionato, prima gara il 28 agosto contro il Bari, la Juventus di Del Neri appare incompleta. Il gioco del suo nuovo allenatore non è ancora stato assimilato e centrocampo e attacco sembrano inferiori rispetto alle pretendenti al titolo e alla zona Champions

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, giovedì 19 agosto 2010 – Partito di slancio il mercato estivo della Vecchia Signora, che nella prima fase dei Mondiali in Sudafrica, dunque ere geologiche fa, aveva acquistato tutto d’un fiato Pepe, Martinez, Bonucci, Storari, Motta e Lanzafame, sembra ora arrivato ad un punto fermo. Marotta e Paratici, rispettivamente Direttore Generale e Coordinatore Area Tecnica, pur allacciando contatti con mezza Europa hanno dovuto fare i conti con le ridotte finanze bianconere, private dei proventi della Champions 2010-2011. Per fare cassa l’imperativo categorico è vendere quanti non rientrano più nel progetto tecnico di Del Neri, ma con l’occhio rivolto soprattutto al monte stipendi. Sono partiti quindi Cannavaro, Poulsen, Tiago e Giovinco. Sono in attesa di cambiare casacca Camoranesi, Grosso. Zebinà, forse Grygera. Tra i possibili nuovi arrivi almeno uno tra Krasic, Jonas, Elia.

Se soppesiamo gli arrivi e le partenze non sembra che la Juventus si sia rinforzata in maniera adeguata per contrastare Inter, Roma, Palermo e Napoli. L’attacco per il momento è rimasto lo stesso con Del Piero, Iaquinta, Amauri e Trezeguet tutti di un anno più vecchi. A questi si aggiunge Diego, da Del Neri classificato come seconda punta, e i nuovi innesti di Pepe, Martinez, Lanzafame che sono duttili e posso diventare interessanti sulle fasce. Ma in genere nel 4-4-2 del tecnico bianconero le ali non sono attaccanti aggiunti. Vanno sul fondo e crossano oppure rientrano e coprono la terza linea. L’attacco senza l’arrivo di grandi nomi rimane indietro rispetto a quello di altre squadre. Poi sarà sempre il modulo e l’organizzazione di gioco a fare la differenza. Resta il fatto però che non sembra la squadra dei desideri, quella che sognava la tifoseria, tenendo presente anche i vari acciacchi. Dzeko e Adebayor sono stati accostati alla Vecchia Signora, ma entrambi sembrano destinati a rimanere ipotesi estive.

Il centrocampo, persi Poulsen e Tiago in mezzo e la fantasia e la velocità di Giovinco sulla fascia, appare poca cosa. Specie dopo la prova opaca ai mondiali di Marchisio, i soliti svarioni di Melo non ancora recuperato (ma lo sarà mai?) e le prestazioni confusionarie di Sissoko in questo inizio di stagione. Manca qui un uomo d’ordine e di impostazione. Le fasce dovrebbero essere protette con gli innesti di Pepe, Lanzafame e Martinez, anche se dei primi due sono più apprezzate le capacità offensive che quelle difensive. La difesa al contrario si è rinforzata con Bonucci e Motta, due giovani interessanti, entrati nel giro della Nazionale maggiore e reduci da un ottimo Campionato con Bari e Roma. De Ceglie sulla fascia sinistra è maturato, rispetto allo scorso anno, ma deve dare maggiore personalità alle sue giocate. Al centro Chiellini è ormai la colonna della difesa. Inelegante quanto si vuole ma concreto e efficace.

Nel complesso però, dopo aver visto le prime amichevoli stagionali e le gare per la qualificazione alla Europa League, e stasera c’è lo Sturm Graz, ostica formazione austriaca da battere se si vuole proseguire il cammino, la Juventus appare una squadra incompleta. È in costruzione e non potrebbe essere diversamente, visto il cambio di allenatore in panchina. Apre adesso un nuovo ciclo, dopo che quello avviato da Cobolli Gigli, Blanc e Secco è fallito. O meglio ha vinto la sfida più facile: riportare la Vecchia Signora in A, ma ha fallito quella più importante: riportarla ai massimi livelli. Con Del Neri si avvia un nuovo ciclo. È molto probabile quindi che sarà un anno di transizione e i veri risultati in termini di gioco li vedremo solo fra qualche mese. Speriamo che non sia troppo tardi.

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