Trionfa a Roma il tennis iberico. L’atleta spagnola piega in due set esaltanti Jelena Jancovic, la grande favorita del torneo, che a sua volta aveva eliminato le sorelle Williams. Serve e volley, drop e colpi potenti da fondo campo le armi vincenti di Martinez Sanchez

di Massimiliano Bianconcini
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Roma, Domenica 8 maggio 2010 – Spagna Roma finisce 2 a 0. Non si deve pensare ad un risultato in prossimità dei Mondali di Calcio. Una strana amichevole per preparare la nazionale iberica. Si tratta dell’affermazione  degli atleti spagnoli nell’edizione 2010 degli internazionali di Tennis di Roma. Dopo Nadal, protagonista indiscusso del torneo maschile, si è imposta ieri al Centrale di Roma Maria Josè Martinez Sanchez, battendo una nervosa e incredula Jelena Jancovic, la numero 7 al mondo, non certo una atleta inesperta, che aveva dominato per due anni di fila gli internazionali. La Sanchez, numero 27 al mondo, finora non si era mai imposta in un torneo importante e ieri pomeriggio ha dato prova di un grande tennis "d’antan" con una varietà di colpi che hanno messo in difficoltà fin dai primi game la Jancovic. La specialità della Sanchez, mancina dal rovescio a due mani, è il serve e volley, la capacità di battere e di andare a rete per chiudere il punto. Un modo di interpetare il tennis che non si vede più da tempo. Solo questa tecnica però non le avrebbe permesso di domare la serba, che dalla sua ha, oltre a dei colpi martellanti e potenti da fondo campo, anche un carettere mai domo, che nelle difficoltà si esalta. La Sanchez ha dimostrato di essere in grado di alternare colpi dal fondo potenti quanto precisi, con morbidi drop, che costringevano l’avversaria a improvvisi scatti a rete per evitare di perdere il punto. Ma anche quando gli scambi erano da fondo campo ha impressionato la capacità della spagnola di far correre da un lato all’altro del rettangolo di gioco la Jancovic, rispondendo colpo su colpo alle bordate della serba. La Martinez Sanchez appena riusciva a conquistare il centro del campo diventava imprevedibile con colpi effettati, palle corte o palle lunghe e veloci. Quando batteva invece poteva alternare il serve e volley con un gioco da fondo campo intessuto da una ragnatela di scambi.

Il pubblico si è entusiasmato al tennis misto della spagnola. In un paio di occasioni la Jancovic nelle sue folli e inutili rincorse sotto rete, per colpire palle troppo cariche d’effetto, si è ritrovata a terra. Altre volte ha desistito del tutto, guardando con rassegnazione la pallina rimbalzare morbida nella propria metà campo. Spesso si è innervosita, specie quando i suoi colpi finivano fuori di poco o quando l’avversaria la constringeva a difficili rincorse, chiuse quasi sempre con il punto per l’avversaria. Chi pensava che la Jancovic "sbranasse" la Martinez Sanchez, perchè fautrice di un tennis vecchio di circa 25-30 anni, non in linea con gioco moderno, fatto di colpi potenti, è rimasto deluso. La Martinez Sanchez è una buona colpitrice. Può con naturalezza rispondere colpo su colpo, imprimendo improvvise accelerazioni alla palla. In più di un’occasione ha mostrato di avere una prima di servizio più forte della Jancovic. Meritata dunque la vittoria della spagnola, che ha superato la serba 7-6, 7-5 in 2 ore e 20 minuti. Pochi i doppi falli: 3 per la Sanchez, 1 solo per la Jancovic. Peraltro tutti nel secondo set. La serba ha dimostrato di essere come il suo solito combattiva e tenace. Sotto 5-2 nel primo set è riuscita a costringere l’avversaria al tie break, perdendolo 7-5. Stessa cosa nel secondo set. Sotto 4-1 è arrivata fino al 5-5, ma poi si è dovuta piegata alla soprendente Martinez Sanchez.

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